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Django compie 60 anni: le origini del mito
Django è un personaggio del cinema western diventato noto ai più grazie all’omonimo film di Quentin Tarantino ma l’origine del personaggio risale a 60 anni fa.
In occasione del suo sessantesimo compleanno, Django (Sergio Corbucci, 1966) è tornato in sala per un periodo limitato.
Ma chi è Django e perché è diventato un personaggio così importante tra gli spaghetti western tanto da avere numerosissimi seguiti e addirittura un remake/reboot firmato Quentin Tarantino? Sto parlando ovviamente di Django Unchained del 2012 che riscrive il personaggio mantenendo però numerosi riferimenti e caratteristiche stilografiche della pellicola originale. Ora ne parliamo con calma.
Django, la trama
Ci troviamo nel deserto al confine con il Messico e Django è un reduce della guerra di secessione che si aggira senza meta trascinando una cassa da morto. Ad un certo punto il pistolero si vede costretto ad intervenire per salvare una donna che sta per essere uccisa da dei soldati razzisti che la incolpano di essersi unita a dei messicani. Dopo averla salvata i due arrivano in una cittadina dove comanda un certo maggiore Jackson, soldato e capo di una setta razzista. Lo scontro tra i due sarà inevitabile.
Il mito e l’epica del personaggio
All’interno del mondo degli spaghetti western esistono una serie di personaggi che hanno avuto molte pellicole dedicate, a partire proprio dal pistolero senza nome di leoniana memoria. Penso ad esempio a Sartana, Ringo, Sabata e ovviamente Django. Quest’ultimo nel film di Corbucci rappresenta l’emblema del protagonista del Western italiano. Si tratta di un pistolero proveniente da altre terre di cui non sappiamo praticamente nulla, si trascina dietro sempre una bara di cui ignoriamo il contenuto ed è abile nella pistola.
Queste caratteristiche contribuiscono a rendere il personaggio epico e perfettamente calato nell’ambientazione western e nel modello cinematografico in questione. Il nostro protagonista è un personaggio da leggenda del West, è un guerriero mitico che emana epicità da tutti i pori. L’immagine di lui con la bara appresso, di cui scopriremo il contenuto solo ad un certo punto del film, è entrata fin da subito nella storia del cinema e ancora oggi viene citata come perfetto esempio di messa in scena epica di un personaggio.
Regia e storia
Come per quasi tutti gli spaghetti western ad eccezione di quelli di Leone e pochi altri, la storia non è particolarmente articolata. FilmTv la riassume così: “Per punirlo gli uccidono la donna e Django fa una strage”. Effettivamente non c’è molto altro da dire se non che il racconto diventa appassionante perché vive di ambientazioni, personaggi e un’ottima messa in scena.
La regia infatti funziona benissimo perché perfettamente adattata al genere e allo stile “Spaghetti”. I personaggi funzionano, in particolare il protagonista, e ci sono almeno tre scene da storia del genere: L’inizio con i titoli di testa, la scoperta del contenuto della bara e il duello finale nel cimitero.
Django, in conclusione
Approfittare del ritorno nelle sale di questo grande film è d’obbligo. Si tratta di una pellicola che ha fatto storia e scuola per molti registi futuri, Tarantino compreso. Corbucci si è inventato un personaggio iconico che ha contribuito a plasmare il mondo dell’western all’italiana.
Correre a recuperarlo il prima possibile!
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★★