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È l’ultima battuta? ma non per Bradley Cooper
È l’ultima battuta? è il terzo lungometraggio di Bradley Cooper e, per quanto sia confuso e a tratti smielato, ha un’anima unicamente originale e soprendente.
Siete mai stati ad uno spettacolo di stand-up comedy? Mentre da noi è una “pratica” che si è andata diffondendo recentemente negli ultimi anni, finendo per competere con il concetto di cabaret e con i monologhisti, oltreoceano è talmente comune che non sarebbe difficile trovare un open mic in ogni ristorante.
La definizione di dramedy è quella di un prodotto in ambito televisivo o cinematografico che mescola elementi del dramma e della commedia. In Italia siamo lontani anni luce dalla possibilità di vedere film di questo tipo, figurarsi solo a accennare al genere della commedia nera. Negli States, in crasi con la stand-up, è la prassi con cui si è cimentato Bradley Cooper con il suo Is This Thing On?, uscito in Italia il 2 aprile con l’orrendo titolo È l’ultima battuta?
È l’ultima battuta?
È l’ultima battuta? rappresenta il primo passaggio di Bradley Cooper alla genere della commedia, o, come già definito in precedenza, quello della dramedy. Dopo l’esordio con A Star Is Born e Maestro – due opere fenomenali – Cooper si taglia i fondi e lavora su un low budget, che mette al centro la potenza dei suoi protagonisti e diventa, a volte, un esercizio di stile per il suo regista che, per la prima volta, è anche un’operatore di macchina.
La storia segue Alex e Tess – la rivelazione Will Arnett e la sempre stupenda Laura Dern – coppia sposata da più di vent’anni che decide, di comune accordo, di separarsi. Nel mezzo di questo enorme cambiamento, i due riescono a riscoprire sè stessi, uno attraverso la stand-up comedy e l’altra attraverso la pallavolo. Oltre a un cast principalmente di veri comici, sono da segnalare l’atleta Payton Menning e il clamoroso Ciaran Hinds.
Questo microfono è acceso
Sicuramente, in primis, rivedere Bradley Cooper alle prese con un film comico e con un personaggio estremamente divertente – ovvero Balls, migliore amico di Alex e che interpreta lui stesso – ha un effetto molto più che piacevole e, per quanto Cooper si sia sforzato di essere altro, il genere gli cade a pennello, come ha già dimostrato nella sua carriera da attore – 2 single a nozze, la trilogia di Una notte da leoni e quella dei Guardiani della Galassia.
Molto spesso, la commedia si fonda sull’elemento principale della civiltà umana: la comunicazione. In questo, Cooper assieme a Arnett e Mark Chapell alla sceneggiatura, riscoprono perfettamente il giusto mezzo di coniugare la storia di una coppia che non riesce a parlarsi e di un uomo che fatica a trovare le parole, ma che, piuttosto, trova un palcoscenico. E il resto, viene da sè.

Una commedia stand-up
In Italia ancora fatichiamo a definire ciò che una commedia debba fare, figurarsi a parlare di stand-up. Sicuramente, È l’ultima battuta? non è il primo film in cui se ne parla, ma la modalità con cui arriva, seppur fazioso e fittizia, è diretta e senza filtri. Cooper calibra ogni grande sequenza narrativa come fosse un capitolo delle vite dei protagonisti e le affronta con il dinamismo e l’imprevedibilità di uno spettacolo di stand-up.
Purtroppo, il problema sorge sotto due punti di vista, ovvero, l’incoerenza tecnica del film nel suo passaggio da riprese a mano a statiche e senza un reale senso che esse lo siano, ma ancora di più, i suoi personaggi. In qualche modo, le soluzioni individuali che entrambi trovano per riscoprirsi finiscono solamente per essere degli strumenti che poi vengono abbandonati dal film stesso. Certo, il focus non è su quello ma sui protagonisti, ma il vero elemento di forza del film sta proprio la.
Sotto pressione
Cooper confenziona in modo caotico e disgiunto un’opera il cui lavoro in sala di montaggio è stato sicuramente enorme, ma che ha confuso ancora di più l’identità del film finale. Purtroppo, questo divergenza tra pratica e concettualità risultano in uno scontro per cui tutto il finale del film perde di credibilità in parte e di consequenzialità.
Proprio quando il carico emotivo sarebbe dovuto esplodere, quello rimane inespresso. Ma, in linea di massima, Cooper segue molto bene quella che era la sua visione e, per quanto diversa dal punto di vista di ciò che sarebbe potuto essere il film, il risultato è ciò che lui voleva: due esseri umani che si guardano negli occhi e, finalmente, riescono a parlarsi.
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
3.3
★★★★★