Non essere cattivo

Non essere cattivo e un mare di pensieri

Non essere cattivo è ancora il più grande film italiano del secolo ed è ancora lo specchio di ciò che è giusto, ciò che è sbagliato e ciò che, semplicemente, è.

Ci sono momenti nella vita di una persona che la rendono importante, significativa o, quantomeno, per cui valga la pena viverla. Woody Allen nel suo Manhattan ha stilato una lista, per qualcun’altro potrebbe essere il primo bacio, per qualcun altro ancora l’inizio di un’amicizia. Per tutti coloro che hanno visto almeno una volta Non essere cattivo, beh, quello è un momento che vale una vita e che dura un momento.

Per Allen ci sono Groucho Marx, Joe DiMaggio, Mozart, Louis Armstrong, Flaubert, Marlon Brando, Frank Sinatra, Paul Cézanne, il viso di Tracy. Per noi, Luca Marinelli e Alessandro Borghi, Paolo Vivaldi, Cristiano Balducci e Alessandro Sartini, Francesca Serafini e Giordano Meacci, Maurizio Calvesi, Mauro Bonanni e il maestro Claudio Caligari.

Non essere cattivo

Prodotto grazie all’intervento divino di Valerio Mastandrea, Simone Isola e Paolo Bogna, Non essere cattivo è il terzo film diretto e scritto dal compianto Caligari che completa la sua personale trilogia di film e la trilogia che “dell’Accattone“. Dopo quasi vent’anni dalla sua ultima pellicola, nel 2015 Caligari torna con Non essere cattivo, cambiando per sempre le vite di coloro coinvolti nel film e concedendoci un’ultimo regalo, che non meritiamo.

Non essere cattivo segue Vittorio e Cesare – rispettivamente Marinelli e Borghi – nella Ostia romana di metà anni ’90. Amici da sempre, i due hanno riversato le loro frustrazioni personali ed il loro senso di inadeguatezza verso il mondo “normale” del lavoro nella droga, finchè Vittorio non riesce a tirarsene fuori, cercando di portare appressò a sé l’impossibile amico in un’epica dai grezzi tratti mitologici.

La trilogia dell’Accattone

Muio come uno stronzo e ho fatto solo tre film. Claudio Caligari non era di certo un’autore che le mandava a dire, nè tantomeno un regista fragile. Anzi, Claudio Caligari non era nemmeno un’autore nè un regista. Forse, non esiste ancora un termine per descriverlo alla perfezione. La sua morte, il 26 maggio 2015, è tanto tragica quanto profetica nella fine del mondo che lui professava, di quel suo mondo che è stato, anche se per poco, anche nostro.

La fine del mondo di Pier Paolo Pasolini. Tutto era iniziato nel 1960 con Accattone, ed era poi arrivato ad un punto di stallo poco più di vent’anni dopo con Amore tossico, facendo capolino con Non essere cattivo. Una vita di espedienti in mano ad un pensiero di cui noi siamo solamente in balia. Accattone è l’uomo pasoliniano che non accetta la sconfitta, anche se la guarda dritta in faccia. L’uomo è stato sconfitto ma è il sistema che ha perso, e comunque campa.

Non essere cattivo

Se non sei duro come la vita

Se c’è un aldilà sono fottuto. Eh già, perchè ciò che facciamo in vita riecheggia nelle menti di chi non ci ha lasciato. Cesare e Vittorio, due prodotti della povertà nel periodo del passaggio dalle droghe endovenose a quelle sintetiche, sono schiacciati dalle circostanze, comunque consapevoli che loro sono padroni delle proprie scelte. Ogni loro azione è semplicemente una reazione, e l’odio chiama sempre altro odio.

Mean Streets del Dio Martin Scorsese – che Caligari chiamava Martino, come scrive Mastandrea nella lettera che gli ha inviato – frapponeva la fragilità emotiva di un devastato e profano mondo religioso con la durezza di una vita di strada che era troppo sacra per essere vissuta così freneticamente fedele. I personaggi si muovono all’unisono per conciliare quel loro desiderio di soddisfazione, senza poter redimere i propri mezzi di raggiungimento.

Il pianeta sbagliato

I marziani sono arrivati tempo fa, e sono in mezzo a noi. Mentre in Trainspotting sono gli assurdi protagonisti della pellicola di Danny Boyle, Non essere cattivo presenta una realtà desolata ed abbandonata in cui i veri alieni sono il resto del mondo. Non capisco o, più semplicemente, non vogliono capire. L’empatia è un muro più spesso o un’illusione che divide l’individualismo dalla collettività.

E la speranza che un giorno le cose possano cambiare e che cambino davvero illumina la via, ma senza alcuna direzione da poter seguire. Solo un’invenzione dei padroni, degli adulti, dei potenti, degli umani. Nulla più. Mentre tutto continua a rotolare verso l’oblio dell’incertezza, Caligari attende che un’eredità sia raccolta. Intanto, fuma una sigaretta e noi ci prendiamo un cazzotto nello stomaco.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
5
★★★★★