Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto incarna l’apice del cinema politico settantino e il massimo delle finalità assolute della settima arte.

Tra l’imprescindibile corso naturale naturale del tempo e il banale passaggio cronologico della storia ideologia, in Italia siamo stati socialmente – ancora di più culturalmente – ad avere memoria breve e cercare di scordarsi molto.

Il cinema si presta come uno degli strumenti d’analisi perfetti per questo. In un paese che non esiste più, chiuso in un tempo che non esiste, l’Italia ci mostra come strutturare e come decostruire subito dopo, come creare e come distruggere, come far nascere e come uccidere. Il massimo rappresentante sta sicuramente nella figura più ingiustamente scordata del cinema italiano: Elio Petri.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

A distanza a malapena di due mesi dai fatti della strage di Piazza Fontana del dicembre 1969, esce nelle sale italiane un film destinato a cambiare la storia: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Pellicola diretta da Petri e scritta da lui assieme a Ugo Pirro, con la fotografia di Luigi Kuveiller, il montaggio di Ruggero Mastroianni – fratello di Marcello – le musiche di Ennio Morricone e l’interpretazione di Gian Maria Volontè.

Vincitore a Cannes e agli Oscar 1971, Indagine – per abbreviarla – segue le turbolenti giornate del Dottore – Volontè – importante dirigente appena promosso all’ufficio politico della Questura dalla sezione omicidi, che è combattuto dagli impegni alla lotta contro le rivolte anarchiche e le responsabilità dell’omicidio di una sua amante, uccisa da lui stesso.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Il popolo è minorenne, la città è malata

Ovviamente, sarebbe impossibile parlare di questa mastodontica creazione in un libro, figuratevi in poche righe. Ma, comunque, è di fondamentale importanza continuare a tentare di riassumere questo capolavoro. Oltre ad essere discutibilmente la più grande opera mai creata qui da noi, essa rimane ancora oggi la più incosciamente influente e la più direttamente attuale.

Senza necessità citazionistica o velleità d’inchiesta vera, Petri ci presenta una cornice grottesca, chiusa da tutto tranne che da reali limiti. Le idiosincrasie delle dinamioche di potere estendono i loro arti molto al di fuori dei confini della politica e dell’autorità costituita. Nel mondo di Petri, che è esattamente il nostro, tutto è potere, tutto è controllo, tutto è violenza. Tutto è arma e tutto è cura.

La trilogia della nevrosi

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni progresso rappresenta il punto di partenza della personale trilogia di Petri sulla nevrosi, proseguita con La classe operaia va in paradiso del 1971 – nevrosi del lavoro – e La proprietà non è più un furto del 1973 – nevrosi del denaro. La nevrosi del potere è il capolinea e l’arrivo ideale di un mondo stirato tra i binari di un treno che sfreccia ad alta velocità e può essere fermato solo dall’interno.

Con la remota possibilità di poter ricordare a tutti ciò che è lo stato delle cose e ciò che si ridurrà ad essere, il gioco che Petri costruisce è basato su concrete fondamenta di assurdità e incoerenza, di follia e uomini comuni, di ipocrisia e verità assolute. Tutto e il contrario di tutto permettono la creazione di un polo che ci manipola, e del quale ci siamo scordati tutti dell’esistenza. Abbiamo solo scelto di prestarci ad esso.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
5
★★★★★