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Love me Love me: recensione del film tratto dal romanzo Wattpad
Love me Love me, adattamento cinematografico dell’amata storia nata su Wattpad, è finalmente disponibile su Prime Video. L’uscita, a ridosso di San Valentino, punta dritto al cuore del pubblico young adult, portando sullo schermo uno dei romance più seguiti della piattaforma.
La domanda che ci poniamo è: riuscirà a distinguersi o sarà l’ennesimo concentrato di cliché per adolescenti? Scopriamolo insieme.
La trama di Love me love me
Love me Love me, diretto da Roger Kumble, si basa sul primo volume dell’omonima serie di romanzi di Stefania S., pubblicata da Sperling & Kupfer. il film segue le vicende di June, una ragazza americana alle prese con l’ennesimo trasferimento a causa del lavoro della madre pittrice.
Questa volta, la destinazione è Milano, dove June (Mia Jenkins) si iscrive alla Saint Mary’s, una scuola internazionale e prestigiosa frequentata da ragazzi ricchi. Già dal primo giorno, conosce Amelia e Brian, due ragazzi che la accolgono e la inseriscono in un giro di amicizie molto particolare.
È così che June conosce il tranquillo e dolce Will (Luca Melucci), con il quale comincerà a frequentarsi, e James Hunter (Pepe Barroso Silva), il classico bad boy tormentato.
Tra segreti, attrazioni incomprensibili, traumi irrisolti e triangoli amorosi, nessuno è chi dice di essere e Milano diventa il palcoscenico di scontri emotivi, relazioni tossiche e combattimenti di MMA.
Le differenze tra film e libro
Uno dei cambiamenti più evidenti è l’ambientazione. Nel libro la storia si svolge a Laguna Beach, in California, mentre nel film ci troviamo a Milano.
Una scelta interessante, che mantiene però la lingua inglese e l’ambientazione internazionale, così da rivolgersi con facilità non solo al pubblico nazionale, ma anche a quello globale. Ed effettivamente è così: il risultato è un teen drama con un’identità italiana che però non è predominante, e riesce a mantenere un sapore internazionale.
Dal punto di vista narrativo, i tagli sono numerosi. Troppi. Alcune scene chiave vengono compresse, altre eliminate del tutto. Alcuni personaggi non compaiono, altri perdono la rilevanza che hanno nel libro.
In alcuni frangenti, anche la caratterizzazione subisce delle variazioni: sembra che l’essenza dei personaggi sia stata in parte alterata. Per esempio, la June del film appare molto più sicura e meno impacciata rispetto alla June del libro, mentre Will è a tratti più inquietante e pericoloso di James.
Per i lettori queste modifiche potrebbero risultare disorientanti e, purtroppo, anche deludenti.
Tanti cliché, ma funzionano sempre
Non c’è ombra di dubbio: Love me love me è costruito attorno ai soliti cliché:
- Friends to lovers
- Enemies to lovers
- Triangoli amorosi
- Bad boy dal passato tormentato
Tutto visto e rivisto. Eppure continua a funzionare.
Si tratta di dinamiche classiche del genere teen drama romantico, in grado di coinvolgere il target al quale si rivolge. Le relazioni amorose e tormentate creano quella tensione emotiva che è il vero motore del film e spinge lo spettatore ad arrivare ai titoli di coda.
Love me Love me: un film leggero… forse troppo
Se da un lato i cliché funzionano, dall’altro bisogna anche compensare con un po’ di sostanza. Vanno bene i cliché, va bene il trash. Ma quando è troppo, è troppo.
Quasi metà del film è un susseguirsi rapido di scene sconnesse e, a volte, assurde. I dialoghi risultano talvolta frivoli, scarni e poco coinvolgenti. Le relazioni sembrano campate per aria e svilupparsi in modo forzato e poco credibile.
Il vero problema emerge nel trattamento di argomenti complessi. Il film sfiora tematiche importanti come: lutto, salute mentale, uso di steroidi, possessività e cyberbullismo.
Temi universali e delicatissimi che dovrebbero essere trattati con cura e avrebbero meritato maggiore approfondimento, ma che invece restano spesso accennati e sacrificati in favore dell’ennesima scena cringe. Questa mancanza rischia in alcuni casi di sottovalutare o giustificare questi atteggiamenti.
Per non parlare della totale assenza del ruolo genitoriale: gli adolescenti sono lasciati in balia di sé stessi, mentre saltano di festa in festa, tra alcol, droghe e incontri di MMA.
Con un maggiore equilibrio, questi elementi potevano essere un punto forte del film e creare un bel contrasto tra il target giovane e la complessità di temi che avrebbe potuto allargare il pubblico e dare maggiore spessore alla narrazione.
Il cast: chimica convincente, personaggi poco approfonditi
Niente da dire sul cast. Il film regge.
Mia Jenkins riesce a rendere June simpatica e credibile, restituendo una protagonista sfaccettata: dolce, un po’ impacciata ma anche scaltra e ribelle. La sua interpretazione salva diverse scene che altrimenti rischierebbero di scivolare nel cringe più esasperato.
Pepe Barroso Silva dà vita a un James Hunter magnetico e stratificato: narcisista, sì, ma anche fragile. La chimica tra i due attori è evidente e sostiene gran parte del film.
Accettabile anche la prova di Luca Melucci nel ruolo di Will, mentre i personaggi secondari risultano penalizzati da una scrittura che li rende quasi delle comparse, più che delle presenze funzionali alla trama.

Love me Love me: promosso o bocciato?
Tolta una prima metà discontinua, che appare come un accumulo di scene cringe e poco coese, la seconda aggiunge più trama e tensione narrativa, con uno sviluppo che rimane ugualmente troppo frettoloso. Tutto scorre velocemente, soprattutto per chi ha letto il libro, dando la sensazione che il film sia sempre sul punto di cominciare.
Il film è poco efficace non solo sullo sviluppo narrativo, ma anche sull’approfondimento psicologico. Il passato dei personaggi non viene approfondito, le relazioni non hanno delle basi realistiche e tutto ruota attorno a un’atmosfera tesa e intrigante che però non basta. Non viene data giustizia alla profondità dei personaggi, soprattutto ad alcuni che invece nel libro contribuiscono in maniera sostanziale sia alla storia che alla crescita personale dei protagonisti.
Insomma, non spicca per originalità né per complessità narrativa. Tuttavia, è un’opera godibile, a tratti divertente, che funziona grazie alla chimica tra i protagonisti e alla forza instancabile dei cliché romantici. È un teen drama piacevole che risponde alle esigenze di un target giovane in cerca di passione e tormenti amorosi.
Love me Love me non è un film destinato a lasciare un segno nel genere. Eppure la chimica tra la nostra “Biancaneve” e James Hunter ci fa attendere con curiosità un possibile secondo capitolo.
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
2.3
★★★★★