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Mostruosamente tuo, recensione almanacco cinema

Mostruosamente tuo: la recensione di Almanacco Cinema

Mostruosamente tuo: horror, musical e furia emotiva senza promessa di guarigione. L’ibrido instabile e provocatorio di Caroline Lindy. 

Uscito sul grande schermo nel 2024, il lungometraggio di Caroline Lindy, Mostruosamente tuo, è un film che assume l’ibridazione di genere come necessità espressiva. La contaminazione tra commedia romantica, horror e musical, infatti, risponde alla messa in scena di uno stato emotivo fratturato, incapace di ricomporsi in un registro narrativo univoco.

La trama

Tornata a vivere nella casa d’infanzia — dopo esssere stata  abbandonata dal fidanzato Jacob (Edmund Donovan) durante una grave malattia — l’attrice teatrale Laura Franco (Melissa Barrera) scopre nell’armadio della vecchia cameretta l’esistenza di un Mostro: una creatura apparentemente minacciosa, rivelatasi ben presto sensibile e sorprendentemente solidale.

Mentre cerca di rimettere insieme la propria vita — anche affrontando l’umiliazione professionale inflitta dall’ex compagno e regista teatrale — trova nel Mostro un supporto emotivo, una guida che la spinge a dare voce alla rabbia repressa e a rivendicare sé stessa.

Mostruosamente tuo, recensione almanacco cinema

Mostruosamente tuo: recensione

La regia e la sceneggiatura di Caroline Lindy procedono come un unico registro espressivo, orientato verso la resa emotiva e non alla compattezza narrativa. L’uso dell’ibridazione di rom‑com, horror e musical ha senso come traduzione formale di uno stato interiore fratturato in cui il tono cambia, slitta, si incrina insieme alla protagonista.

Emblematico  è l’incontro  iniziale con il Mostro nell’armadio ove la messa in scena gioca sul linguaggio dell’horror, mentre la scrittura ne smorza l’effetto con un dialogo ironico e quotidiano. È qui che il film dichiara il suo metodo: usare il genere per poi svuotarlo dall’interno, trasformando la paura in confronto emotivo.

Una scena centrale è quella delle prove teatrali in cui Laura assiste passivamente alla propria esclusione. La regia è trattenuta, quasi neutra, mentre la sceneggiatura accumula frustrazione: è un momento di stasi che prepara narrativamente l’esplosione successiva, mostrando come la rabbia venga compressa prima di emergere.

Il numero musicale finale sintetizza l’intero dispositivo: la scrittura abbraccia l’eccesso e la regia lo asseconda senza mediazioni, trasformando la performance in atto di rottura. Qui il film smette di cercare empatia e sceglie consapevolmente il disturbante.

Il Mostro funge da allegoria esplicita della rabbia repressa della protagonista. E se alcuni dialoghi risultano didascalici e certe metafore vengono ribadite oltre il necessario, la storia si sviluppa  mantenendo una coerenza che le consente di trasformare il racconto di autostima in una vera e propria esplosione di rabbia performativa.

Mostruosamente tuo, recensione almanacco cinema

Mostruosamente tuo: il cast

Mostruosamente tuo poggia quasi interamente sulla presenza scenica di Melissa Barrera (Scream)  chiamata a sostenere un arco emotivo estremo. L’attrice attraversa registri opposti — dalla depressione caricaturale alla furia liberatoria — senza mai perdere il controllo della propria fisicità. Nel finale, il suo corpo diventa superficie mitologica, luogo in cui dolore, rivendicazione e spettacolo coincidono.

Tommy Dewey, sotto il trucco e la pelliccia del Mostro, lavora invece sulla sottrazione: il suo personaggio evita l’eccesso caricaturale e si impone come figura liminale, al tempo stesso sostegno emotivo e proiezione distruttiva. La chimica tra i due protagonisti costruisce una relazione funzionale alla messa in crisi dell’idea stessa di amore come spazio di riconciliazione e pace.

Conclusione

Mostruosamente tuo è un film sul dolore, sulla gestione sociale delle emozioni e la rimozione della rabbia. Non propone una via d’uscita, non promette redenzione. Non chiede allo spettatore di capire, né di assolvere. Chiede piuttosto di accettare che alcune ferite non si risolvono e che la rabbia, quando è necessaria, non va curata ma ascoltata.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★
Emozioni
★★
🏆 Voto Totale
2.5
★★⯨