Poliziotto Superpiù

Poliziotto Superpiù, ovvero Superman all’italiana

Poliziotto Superpiù è un film italiano a basso costo del 1980 che si accoda al filone dei film americani anni ’70 e ’80 basati sui supereroi Marvel e DC.

Nel 1978 era uscito Superman (Richard Donner) e il successo è stato enorme, tanto che appena due anni dopo è arrivato il sequel: Superman 2.

Nel corso degli anni ’60 e ’70 negli Stati Uniti erano usciti diversi film e serie televisive sui supereroi della Marvel e della DC. Pensiamo per esempio a Spiderman, Captain America, L’incredibile Hulk oltre che a Batman e il già citato Superman.

Ecco quindi che l’Italia, capitanata dal grande Sergio Corbucci, decide di produrre assieme agi Stati Uniti un film a bassissimo costo basato su un supereroe completamente nuovo. Inseguendo il successo dei film appena usciti e sfruttando il nome molto funzionale di Terence Hill, ecco che nel 1980 esce in sala Poliziotto Superpiù, la storia di un poliziotto americano dotato di poteri sovrumani.

Ma il risultato sarà stato soddisfacente? Ora ne parliamo con calma.

Poliziotto Superpiù, la trama

L’agente Dave Speed (Terence Hill) sta ispezionando una vecchia struttura abbandonata quando viene travolto da un esplosione nucleare all’interno. Egli non solo riesce a sopravvivere ma ottiene anche dei super poteri che subito sfrutta per arrestare i criminali. Entrerà presto in contrasto con dei pericolosi falsari con cui inevitabilmente dovrà scontrarsi.

Il supereroe all’italiana

Ecco che l’agente Speed ottiene dei poteri che sono un mix di quelli dei vari supereroi americani. Egli risulta quasi una fusione tra Superman, Flash, Acquaman, Magneto e il dottor Xavier. Tra i suoi numerosi poteri troviamo infatti la super forza, la super velocità, la capacità di parlare con i pesci, di muovere oggetti con la mente, di manipolare le persone e leggere loro nel pensiero.

Ora, è chiaro che la pellicola non ha nessuna pretesa se non quella di canzonare gli altri film sui supereroi. Non c’è dubbio poi che alcune situazioni e certi effetti speciali siano al limite del ridicolo, anche a causa del budget decisamente basso. Su una cosa però possiamo essere certi: Terence Hill funziona e il film diverte, seppur esso si rivolga a un pubblico prettamente giovane e alle famiglie. Il ritmo non manca e diverse gag funzionano, segno che il cinema italiano, anche se con pochi spiccioli, riusciva sempre a mettere in scena qualche idea originale.

Da notare che anche in questo film Terence Hill si fa la sua bella e quasi tradizionale scorpacciata di fagioli (14 piatti) e il pubblico, che guarda il film prevalentemente per la sua presenza, ne rimane soddisfatto.

Poliziotto Superpiù

Poliziotto Superpiù, in conclusione

Infine, è evidente che si tratta di una pellicola di serie B e che la qualità del prodotto è decisamente bassa. Il risultato però è sicuramente un prodotto divertente che risulta essere un discreto intrattenimento comunque superiore a una buona parte dei cinecomic statunitensi degli ultimi anni e in particolare all’ultimo orrendo film sui Fantastici 4.

Recensione a tre stelle su Almanacco Cinema