The Housemaid

The Housemaid, violenza di genere attuale ma forzata

The Housemaid – Una di famiglia è appena uscito nelle sale e si presenta apparentemente come un thriller familiare con l’aspirazione a parlare di altro.

Il nuovo film di Paul Feig con una delle attrici del momento Sydney Sweeney, è un thriller che piano piano si rivela una spietata denuncia nei confronti della violenza di genere, in particolare in ambito domestico.

Non era semplice trattare l’argomento e lo era ancora meno farlo usando il genere thriller. Feig ci sarà riuscito?

Ora lo scopriremo.

The Housemaid, la trama in breve

Millie è una ragazza dal passato turbolento che cerca disperatamente un impiego. Dopo aver falsificato il suo curriculum e averlo presentato per un lavoro come governante, contro ogni aspettativa viene chiamate e, dopo un colloquio, assunta. Fin da subito Nina, la signora che l’ha assunta, si presenta come una donna abbastanza squilibrata con continui sbalzi d’umore, comportamenti scorretti ed evidenti segni di instabilità mentale.

Esattamente il contrario del marito Andrew, che si dimostra subito gentile, premuroso e disponibile. La situazioni inizia sempre di più a deragliare fino a diventare quasi insostenibile per via dei comportamenti di Nina. Piano piano si svilupperà una certa attrazione tra Andrew e Millie ed emergeranno dei segreti di famiglia terribili perché nulla è come sembra.

Il tema della violenza di genere

The Housemaid si pone l’ambizioso obbiettivo di trattare il delicato tema della violenza di genere attraverso il thriller. Certamente è un tema attualissimo e che quindi può funzionare al cinema con una certa facilità. Se da un lato la pellicola riesce a smuovere qualcosa negli spettatori relativamente al tema trattato, dall’altro lato la cosa risulta eccessivamente forzata. Sembra quasi un film non spontaneo, non nato dall’idea di un regista ma realizzato proprio in occasione del contesto della violenza domestica in cui, ahimè, ci troviamo.

Vengono infatti toccati tutti i temi in questione: la famiglia apparentemente felice in cui però lui picchia o abusa di lei, la donna considerata squilibrata e isterica dal marito ma in realtà è il contrario, le nevrosi dell’uomo che vuole la donna a suo piacimento e lei si deve adattare, la punizione per “l’errore” della donna. Si tratta di un tema sacrosanto ma il vedere tutte queste cose insieme in un film, anche in modo forzato, in cui non c’è un uomo buono nemmeno per sbaglio, sinceramente mi ha fatto storcere un po’ il naso.

Mi è tornato in mente C’è ancora domani (Paola Cortellesi, 2023) che aveva in parte lo stesso difetto ma veniva calato in un contesto particolare e il tema veniva trattato in modo più intelligente e sensato.

The Housemaid

La regia e gli attori

La regia del film è abbastanza comune e regolare, non presenta innovazioni o particolari virtuosismi. Si adatta abbastanza bene al genere thriller, un po’ meno alla parte romance del primo tempo. Ed è proprio qui che sta l’aspetto negativo principale: la prima parte. La trama e i colpi di scena sono anche interessanti e gestiti abbastanza bene, solamente che i tempi non funzionano molto.

La prima metà della pellicola è eccessivamente lunga, diciamo che il film poteva durare benissimo una ventina di minuti in meno. Gli scatti di follia di Nina sono troppo veloci e lo svelamento dei dettagli sul suo passato avviene con episodi troppo isolati. Certo, il colpo di scena fa capire molte cose e in parte fornisce delle giustificazioni ma in generale la prima ora di film non funziona benissimo.

Il rapporto amoroso tra Andrew e Millie, inoltre, è gestito male sotto tutti i punti di vista. Esso è poco interessante e viene messo in scena come se si trattasse di una cotta di 2 teenager che si sbavano dietro a vicenda. Le musichette che accompagnano queste scene sono poi al limite del trash. La seconda parte funziona decisamente meglio della prima e anche la tensione viene gestita abbastanza bene. Il rovesciamento del rapporto vittima-carnefice è poi indubbiamente piacevole da vedere.

Gli attori se la cavano ma una menzione particolare va fatta nei confronti di Amanda Seyfried che interpreta Nina, decisamente bravissima e superiore a tutti gli altri. I continui cambi di umore e le diverse emozioni che si trova a interpretare sono una prova schiacciante della sua bravura.

The Housemaid, in conclusione

Il film di Feig funziona quindi solo in parte. Per carità, il tema è oggi più che mai attuale ma la messa in scena è a mio avviso troppo forzata e non mi ha convinto. Se vi è piaciuto The Housemaid vi consiglio Gone girl (David Fincher, 2014), decisamente superiore a questo.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★
🏆 Voto Totale
2.8
★★⯨