Trainwreck: Il vero Project X, Recensione su Almanacco Cinema

Trainwreck: Il vero Project X Il film divenuto realtà

Questo Trainwreck documenta il potere dei social. Come può una una festa diventare un incubo per un’intera cittadina? Questa è la storia del vero Project X.

Trainwreck torna, sottoforma di docu-film, con la storia del compleanno più assurdo di sempre. Se per i Maya la fine del mondo era prevista nel 2012, di certo la cittadina di Haren nei Paesi Bassi c’è andata molto vicino.

Cos’è Trainwreck

Trainwreck è una serie Netflix nata nel 2022, con lo scopo di raccontare momenti importanti della cultura pop, attraverso video originali e testimonianze dei “sopravvissuti”. Le storie raccontate non sono rose e fiori, bensì eventi straordinari che in qualche modo hanno lasciato un segno nella società.

L’ingresso nella Top 10 della piattaforma e il rapporto qualità-prezzo, sono due fattori che incentivano a continuare la serie. Trainwreck è la gallina dalle uova d’oro di Netflix: documentari economici e di rapida realizzazione, con un’interesse del pubblico sempre più crescente in base alla vicinanza del tema trattato.

Iniziata nel 2022 e tre anni di silenzio, Trainwreck è pronta per dominare la classifica estiva di Netflix e noi dell’Almanacco Cinema siamo qui apposta per raccontarvela. Inutile dire che le storie di carneficine e caos sono un terreno fertile, destinato ad andare per le lunghe.

Trainwreck: Il vero Project X

Trainwreck: Il vero Project X, Recensione su Almanacco CinemaIn questo episodio di Trainwreck: Il vero Project X, ci viene presentata sempre attraverso interviste a chi c’era e video originali, la storia del potere mediatico dei social unito alla cultura cinematografica pop.

È il 2012 quando nelle sale esce Project X – Una festa che spacca, diretto da Nima Nourizadeh. Il film commedia è girato come un finto documentario, tre adolescenti con l’intento di diventare popolari, decidono di organizzare una festa gigantesca in casa. Conosciamo benissimo le case nei film americani, inutile dire che stiamo parlando di una villa immensa.

Ebbene, i tre ragazzi promuovono l’evento su internet ed altri canali divulgativi, comprano tutto il necessario fra cui alcol e marijuana. La festa ospita 2000 persone ma, ovviamente degenera. Lo spacciatore dal quale si erano recati, entra in casa con il lanciafiamme ed inizia a dare fuoco a tutto ciò che lo circonda. La causa: il ratto del nano da giardino pieno di ecstasy.

Quando il nano viene spaccato a mazzate, tutti fanno uso delle pastiglie nascoste, facendo diventare la festa un caos totale. Ecco a cosa sarebbe andata incontro, la allora sedicenne dei Paesi Bassi, per aver reso pubblico l’invito su Facebook alla sua festa di compleanno.

Haren è una cittadina molto tranquilla e, l’aver sottovalutato la potenza dei social da parte delle autorità, ha trasformato una festa tra amici nella più grande rivolta nella storia della sua cittadina.

La storia è raccontata dalla diretta interessata – che ancora oggi paga le conseguenze di quella festa, le sue compagne di scuola, chi ha partecipato alla festa e chi ha creato un secondo evento, dopo che lei lo avesse cancellato. Sì, nonostante fosse chiaramente un errore, i giovani olandesi, volevano a tutti i costi fare quella festa ed emulare il film.

Conclusioni

Trainwreck: Il vero Project X è uno spaccato di quanto possa essere sottile il confine fra cinema e vita reale. Basta un click sbagliato per incentivare una catastrofe preannunciata.

Nel documentario non ci sono attori, solo video d’archivio di quella sera. Tutti inizialmente avevano sottovalutato la pericolosità dei migliaia sconosciuti virtuali, mai avrebbero pensato si fossero presentati veramente, ma la frenesia di far diventare un film realtà ha superato le aspettative.

Alla fine della festa più di cento persone sono state incriminate, il sindaco ha dato le sue dimissioni e la cittadina di Haren ha raccolto i cocci di una folle e scatenata serata.

Recensione a tre stelle su Almanacco Cinema