Un anno di scuola: giovani, liberi e fragili

Un anno di scuola: giovani, liberi e fragili

Un anno di scuola, un racconto di formazione che affronta con coraggio e autenticità, affrancandosi dai cliché del genere, i tumulti dell’adolescenza.  

Un anno di scuola, diretto da Laura Samani, che ne ha curato anche la sceneggiatura assieme a Elisa Dondi, è stato presentato alla 82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nella sezione Orizzonti, dove si è aggiudicato quattro premi, tra cui miglior regia e sceneggiatura e miglior attore esordiente. Distribuito nelle sale italiane dalla Lucky Red, che ha puntato sul successo di critica e pubblico ottenuto al Lido, la pellicola vanta un cast, composto da attori privi di esperienze di recitazione e segna gli esordi di Stella Wendick, Giacomo Covi, Pietro Giustolisi e Samuel Volturno.

Un anno di scuola, la trama

La diciottenne svedese Fredrika, detta Fred, si trasferisce a Trieste per seguire il padre e inizia l’ultimo anno di un istituto tecnico. È l’unica ragazza in una classe composta esclusivamente da ragazzi, attirando subito l’attenzione dei suoi compagni. In particolare, Fred suscita l’interesse di tre amici inseparabili fin dall’infanzia: Antero, Pasini e Mitis. La sua presenza cambierà gli equilibri della classe, dando vita a nuove amicizie, emozioni e conflitti.

Un racconto autentico

Un anno di scuola colpisce per la sua autenticità, evidente tanto nella scelta di affidare i ruoli a giovani alla loro prima esperienza davanti alla macchina da presa, quanto nel modo in cui racconta l’adolescenza, con le sue fragilità, inquietudini e contraddizioni. La regista evita di costruire il tradizionale racconto di formazione e preferisce osservare i ragazzi nella loro quotidianità, lasciando che siano i loro gesti, gli sguardi e le relazioni a parlare, senza giudicarli né imporre una morale. È proprio in questa scelta di semplicità che risiede uno dei maggiori meriti del film: la capacità delle immagini di raccontare e trasmettere emozioni in modo diretto e sincero, senza il bisogno di sovrastrutture o spiegazioni.

Una semplicità che non va però confusa con la banalità: la sceneggiatura è calibrata con precisione e riesce a immergere lo spettatore nella complessità dell’adolescenza, evitando luoghi comuni e situazioni prevedibili. L’opera non ha paura di rinunciare a una struttura narrativa rigidamente scandita da tappe e svolte, preferendo perdersi nelle giornate dei suoi protagonisti, nei loro scherzi, nei silenzi e nei momenti apparentemente più ordinari. Una scelta che richiama la lezione della Nouvelle Vague, privilegiando l’osservazione della vita alla costruzione artificiosa della trama.

La regia di Samani

Laura Samani, già affermatasi con il suo esordio alla regia, Piccolo corpo, presentato al Festival di Cannes, costruisce un racconto in cui la macchina da presa segue i protagonisti da vicino, arrivando talvolta quasi a pedinarli. La regista riesce così a mantenere un delicato equilibrio tra i primi piani, nei quali affiorano con immediatezza i volti e le emozioni dei giovani interpreti, e sequenze più corali, in cui i quattro protagonisti vengono osservati nella loro dimensione collettiva.

Il lungometraggio evita in questo modo qualsiasi tono asfissiante e restituisce una rappresentazione dinamica dell’adolescenza. Se Fred rimane il principale centro narrativo, Samani dedica infatti la stessa attenzione anche agli altri tre ragazzi, delineandone con efficacia personalità, fragilità e dinamiche relazionali.

Un anno di scuola, in conclusione

Un anno di scuola, grazie a una regia e a una sceneggiatura animate da un’energia vivace e dirompente, costruisce un racconto fondato sull’autenticità e sulla libertà di seguire le avventure dei suoi quattro protagonisti. Il film si sottrae alla retorica e a qualsiasi intento moralistico, scegliendo semplicemente di osservare e restituire la realtà dell’adolescenza nella sua spontaneità, tra emozioni, inquietudini e momenti di leggerezza. A rendere ancora più coinvolgente questo viaggio contribuisce una colonna sonora indie, elettrizzante e mai invasiva, capace di risultare un perfetto sfondo per le avventure dei protagonisti.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★★