Foa film Sorrentino Ferrari

FÖA, il G8 di Genova nel film di Margherita Ferrari prodotto da Sorrentino

Ad Alice nella città debutta FÖA – C’era una volta il futuro, opera prima di Margherita Ferrari sul G8 di Genova, prodotta anche da Paolo Sorrentino.

Il G8 di Genova del 2001 entra nel cinema di Margherita Ferrari senza diventare una ricostruzione storica tradizionale. FÖA – C’era una volta il futuro, opera prima della regista genovese, racconta quelle giornate attraverso una casa, una ragazza di diciotto anni e l’incontro forzato con tre manifestanti in fuga dalle cariche della polizia. Il film è presentato in concorso nella sezione Panorama Italia di Alice nella città, manifestazione autonoma e parallela alla Festa del Cinema di Roma 2026.

A produrlo, insieme a The Apartment e PiperFilm, c’è anche Paolo Sorrentino con Numero 10. Il regista descrive il progetto come nato «da una ferita che la storia non è mai riuscita davvero a rimarginare», individuando nello sguardo di Ferrari la possibilità di riportare quella memoria su un terreno intimo, più che cronachistico.

Il punto di partenza è il 20 luglio 2001, una delle giornate più drammatiche del G8. Fuori dall’appartamento scorrono gli scontri di Genova e le immagini d’archivio arrivano fino all’uccisione di Carlo Giuliani. Dentro, invece, c’è Nicole, interpretata da Gaia Ravina, incinta di otto mesi e improvvisamente costretta a confrontarsi con ciò che sta accadendo nelle strade.

Foa e il G8 di Genova: la storia vista da dentro una casa

Nicole ha diciotto anni ed è rimasta a Genova mentre la sua famiglia è partita per le vacanze. Quando qualcuno bussa alla porta, la ragazza apre e si trova davanti tre manifestanti che stanno cercando di sfuggire alla polizia: Elixi, Irene e Julian, interpretati rispettivamente da Iker Urgoiti, Clara Tramontano e Gabriele Falsetta.

La convivenza nasce dalla paura e dalla diffidenza. Gradualmente, però, lo spazio chiuso dell’appartamento diventa il luogo nel quale due crisi differenti – quella privata di Nicole e quella politica che sta esplodendo fuori – finiscono per toccarsi.

Ferrari ha spiegato di non aver cercato una ricostruzione minuziosa degli eventi, ma le conseguenze emotive lasciate da quelle giornate. La regista aveva tre anni e mezzo nel luglio 2001 e conserva soprattutto ricordi frammentari: le finestre chiuse, il caldo e la percezione infantile che qualcosa di grave stesse accadendo.

È proprio questa distanza a determinare la prospettiva di FÖA: il G8 non viene raccontato soltanto per ciò che avvenne nelle strade, ma per quello che lasciò nella generazione che lo attraversò e in quelle cresciute dopo.

Foa: Sorrentino, il film di Ferrari e quel futuro diventato una fiaba

La storia non nasce direttamente come lungometraggio. Ferrari aveva già affrontato questo nucleo narrativo nel cortometraggio FÖA del 2023, al Centro Sperimentale di Cinematografia.

Nel passaggio al lungo resta centrale l’idea di mettere nella stessa stanza due mondi apparentemente incompatibili. Da una parte una ragazza alle prese con una gravidanza e con un futuro personale difficile da mettere a fuoco; dall’altra giovani che stanno manifestando perché credono ancora possibile intervenire sul futuro collettivo.

Secondo Ferrari, il trauma di Genova ha inciso proprio su questa capacità di proiettarsi in avanti. A distanza di venticinque anni, il film arriva inoltre in un momento in cui nuove generazioni stanno tornando nelle piazze, ma convivono con un forte senso di impotenza davanti alle crisi politiche e internazionali.

Cast, produzione e uscita di Foa – C’era una volta il futuro

Nel cast di FÖA figurano Gaia Ravina, Gabriele Falsetta, Clara Tramontano e Iker Urgoiti, con Elena Arvigo e Fulvio Pepe. La sceneggiatura è firmata da Anita Della Cioppa, Margherita Ferrari e Veronica Penserini. La fotografia è di Filippo Mariano, mentre il montaggio è affidato a Irene Vecchio.

Foa, il film sul G8 prodotto da Paolo Sorrentino, nasce oggi dentro una filiera composta da Numero 10, The Apartment di Fremantle, PiperFilm e Netflix, con una distribuzione pensata anche per il mercato internazionale.

La globalizzazione non è stata fermata a Genova: ha avuto venticinque anni per diventare anche produttrice del film che racconta chi provò a contestarla.

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