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Christopher Nolan

Piccolo grande cinema: Christopher Nolan

Christopher Nolan ha portato i propri film ad incassare miliardi e si è costruito una carriera da blockbuster partendo da corti semi-amatoriali.

Se c’è qualcosa che la Hollywood a cavallo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio del decennio successivo ha portato insistentemente fino ai giorni nostri è il concetto di blockbuster. Non da considerare come un genere apparte – forse – ma come una dichiarazione verso un obiettivo. Ovviamente, questa operazione è assenta in modo totale dall’arena dei cortometraggi.

Questo 16 luglio, uscirà nelle sale cinematografiche italiane e non una delle pellicole più attese di sempre, tanto da far vendere biglietti per le proiezioni già dallo scorso anno, ovvero, Odissea. Parliamo dell’ultima impresa epica da quasi tre ore di uno dei cineasti più importanti del 21esimo secolo, ovvero, Christopher Nolan, uno che è partito proprio dal mondo dei cortometraggi prima del successo al cinema.

Christopher Nolan

Nonostante la sua perenne permanenza nello star system hollywoodiano, Christopher Nolan nasce nel 1970 a Londra e cresce aternando la città natale del padre e la Chicago della madre. Sin dalla tenera età, Nolan si dimostra incredibilmente interessato alla settima arte ed ancora più in particolare alla fotografia. Sin dalla tenera età, Nolan si avvale dell’aiuto del fratello Jonathan, suo sceneggiatore fino al 2014.

Venendo rifiutato a tutte le scuole e le accademie di cinema in cui fece domanda per entrare, Nolan inizia molto presto a girare minuscoli cortometraggi amatoriali, con la collaborazione di chiunque, dagli amici ai familiari. Esordisce ufficialmente nel 1989 con il suo primo e vero corto. Nello stesso periodo conosce Emma Thomas, moglie e sua produttrice, per poi arrivare a fare il suo debutto cinematografico nel 1998 con Following.

Christopher Nolan

Tarantella

Nel 1989, come detto in precedenza, Christopher Nolan esordisce con il suo primo cortoometraggio, Tarantella, un’opera dalla durata di poco meno di 5 minuti, girata assieme al suo collega Roko Belic e che pare essere quasi completamente irreperibile su Internet. Questa pellicola segue le surreali vicende di un giovane ragazzo e dei suoi sogni e dei suoi incubi, alternando tensione e immaginazione.

Alcune intelligenti idee di regia rendono il film quantomeno godibile, ma la comprensione di esso risulta lontana dalla realtà. Con chiari ed evidenti riferimenti a David Lynch, in particolare ai suoi corti, Nolan li prende e li ribalta, con un crescendo musicale sempre più inquietante ed un’attenzione non indifferente verso il mondo che vive aldilà dei sogni ma fuori dalla realtà

Doodlebug

Dopo Tarantella, Nolan realizza Lacerny nel 1996, corto inedito su un ladro di appartamenti, definito all’epoca come “uno dei migliori cortometraggi della nuova generazione di cineasti”. L’anno successivo gira Doodlebug, sicuramente il suo lavoro più riuscito nel mondo dei corti. E’ la storia di un uomo ossessionato da un’essere che si intrufola in casa sua e che l’uomo non riesce a schiacciare.

Il bianco e nero e le musiche ci dichiarano sin dalla premessa l’intenzione thriller ed avvolta dal giallo di questa piccola e folle esperienza autoriale di Nolan. Sono già visibili i segni più o meno classici del regista, a partire dal concetto base del corto e dalla voglia di porre al centro dell’opera un personaggio estremamente semplice a servizio di una storia alquanto bizzarra. Peccato Nolan abbia perso questa componente grottesca col passare degli anni.

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