Netflix punta sull’AI per il cinema: acquisita InterPositive, la società fondata da Ben Affleck per aiutare registi e creativi nella produzione.
Netflix entra ufficialmente nel campo dell’intelligenza artificiale applicata al cinema con l’acquisizione di InterPositive, la società tecnologica fondata nel 2022 da Ben Affleck. L’azienda sviluppa strumenti AI pensati per supportare registi e team creativi nelle fasi di produzione e post-produzione assistendo il processo creativo, mantenendo però il controllo artistico nelle mani dei filmmaker.
Le grandi Ai oggi sono sviluppate da OpenAI, Google, Meta e xAi: se Hollywood arrivasse a dipendere tecnologicamente solo da loro, gli studios finirebbero con il perdere il controllo creativo. In questo senso InterPositive metterà a disposizione di Netflix un’AI pensata per il linguaggio cinematografico, basata su dataset proprietari e su strumenti professionali ideati direttamente per le esigenze di registi e showrunner.
Affleck entrerà anche in Netflix come senior advisor, mentre tutto il team di ingegneri e ricercatori della startup si unirà alla piattaforma. L’obiettivo è rendere la produzione più veloce ed efficiente senza sostituire sceneggiatori, registi o attori.
L’AI come strumento creativo, non come sostituto degli artisti
Il tema dell’intelligenza artificiale è estremamente delicato a Hollywood dopo gli scioperi del 2023 e le preoccupazioni dei sindacati. Proprio per questo Netflix e Affleck stanno insistendo su una narrativa chiara: l’AI deve potenziare la creatività umana, non rimpiazzarla.
Dal punto di vista tecnico, gli strumenti di InterPositive sono progettati per comprendere la “logica visiva” del cinema e supportare i registi nelle parti più laboriose della produzione. L’AI analizza le riprese reali di un progetto (i dailies) per creare modelli su misura per ogni film o serie, capaci di correggere illuminazione, ricolorare o relightare una scena, riquadrare l’immagine, sistemare errori di scena, sostituire sfondi o ricostruire inquadrature mancanti mantenendo la continuità visiva. L’obiettivo non è generare film automaticamente, ma snellire il lavoro tecnico sul set e in post-produzione, lasciando più spazio alla creatività dei filmmaker.
Affleck dichiara: “Dall’invenzione delle immagini in movimento alla transizione al digitale, dal motion capture alla produzione virtuale, la tecnologia si è evoluta insieme agli artisti che la utilizzano. Il nostro impegno condiviso nel continuare questa tradizione rende naturale unire le forze, oltre ai decenni di esperienza di Netflix nell’applicare e scalare la tecnologia in modo responsabile”.
Una mossa strategica per Netflix dopo il maxi accordo Warner
L’operazione arriva in un momento molto particolare per Netflix. Pochi giorni fa la società ha rinunciato alla corsa per acquisire Warner Bros Discovery dopo essere stata superata da Paramount Skydance. Per chiudere l’accordo con Warner, Paramount ha persino pagato a Netflix una termination fee di circa 2,8 miliardi di dollari, prevista nel contratto precedente tra le parti.
Questa liquidità e il passo indietro nella grande fusione hanno spinto la piattaforma a investire in strategie alternative. L’acquisizione di una startup AI interna rappresenta quindi una scelta più mirata: invece di comprare un grande studio, Netflix punta sulla tecnologia che cambierà il modo di produrre contenuti.
Bela Bajaria, il Chief Content Officer di Netflix sostiene: “Il nostro rapporto con gli artisti si basa da sempre sulla fiducia: sostenere tutta la gamma della loro creatività e garantire che abbiano il potere di decidere come vengono realizzati film e serie. Crediamo che i nuovi strumenti debbano ampliare la libertà creativa, non limitarla o sostituire il lavoro di sceneggiatori, registi, attori e troupe”.
Perché questa operazione potrebbe cambiare il futuro del cinema
La vera portata della mossa di Netflix va oltre questa singola acquisizione. Se strumenti come quelli di InterPositive verranno ottimizzati, potrebbero ridurre drasticamente i costi di produzione e rendere più accessibile la realizzazione di film e serie anche per team più piccoli.
Allo stesso tempo, Netflix sta cercando di controllare lo sviluppo dell’AI all’interno dell’ecosistema creativo, evitando di dipendere completamente dai grandi colossi tecnologici. È una strategia che potrebbe ridefinire l’equilibrio tra tecnologia e storytelling nei prossimi anni.
“Quello che l’AI farà sarà eliminare gli aspetti più laboriosi, meno creativi e più costosi del filmmaking. Questo ridurrà i costi, abbasserà la barriera d’ingresso e permetterà a più voci di farsi sentire, rendendo più facile per chi vuole realizzare film come Good Will Hunting riuscire a farli”.
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