Finding Satoshi: il documentario sul creatore di Bitcoin

Doug Liman porta a Cannes i deepfake del potere

Doug Liman prepara Bitcoin (ex Killing Satoshi): cast vero, volti AI, Bezos, Zuckerberg, Putin, Kim Jong Un ed Eric Trump nel frullatore crypto.

Doug Liman ha presentato al Marché du Film di Cannes Bitcoin, che prima si chiamava Killing Satoshi, film che sembra costruito apposta per far litigare Hollywood, Cannes, Silicon Valley, mondo crypto e sindacati dello spettacolo nello stesso pomeriggio.

Il regista di The Bourne Identity, Mr. & Mrs. Smith ed Edge of Tomorrow firma un thriller sulla caccia a Satoshi Nakamoto, e sulla rivendicazione abusiva della sua identità vacante da parte di Craig Wright, con Casey Affleck, Pete Davidson, Gal Gadot e Isla Fisher nel cast. Nel film appaiono versioni di Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Jack Dorsey, Vladimir Putin, Kim Jong Un, Elon Musk ed Eric Trump, interpretate da attori e ritoccate con AI per somigliare di più alle figure reali.

Un cortocircuito rovente sul concetto stesso di likeness: chi ha diritto a possedere un’identità quando l’immagine può essere imitata, ritoccata e venduta? Inoltre, usare una versione Ai-enhanced di personaggi noti fa leva sulla loro percezione pubblica, manipolandone la reputazione, esattamente come ha fatto Wright impersonando Nakamoto.

Bitcoin di Doug Liman: Craig Wright, Satoshi e il casting dell’apocalisse digitale

La trama parte da Craig Wright, informatico australiano che per anni ha sostenuto di essere Satoshi Nakamoto. Nel film lo interpreta Casey Affleck. Pete Davidson è il finanziatore blockchain Calvin Ayre, mentre Gal Gadot interpreta Charlotte “Lotte” Miller. La sceneggiatura è di Nick Schenk, già legato a Gran Torino e The Mule.

Nel 2024 l’Alta Corte britannica ha stabilito che Wright non è Satoshi Nakamoto, elemento che rende il film ancora più delicato: Liman non sta solo raccontando una leggenda digitale, sta entrando in una disputa già passata da tribunali, guerre legali, paranoia finanziaria, propaganda crypto.

Bezos, Zuckerberg, Dorsey, Putin, Kim Jong Un, Elon Musk ed Eric Trump appariranno sullo schermo attraverso attori “migliorati” con AI. E se Hollywood comincia a mettere miliardari, politici e dittatori dentro un motore di somiglianza artificiale, ogni biopic futuro diventerà ovviamente una questione di permessi, avvocati e software.

Il film AI da 70 milioni girato in 20 giorni

Il dato industriale è che Bitcoin è stato girato in 20 giorni su un soundstage costruito ad hoc, usando una tecnologia di markerless performative capture. Una “gray box”: pareti grigie, pochi oggetti, illuminazione neutra, sfondi e luce definitiva generati in post-produzione. Secondo i produttori, il film avrebbe richiesto circa 300 milioni di dollari con un approccio tradizionale; con questo sistema il budget sarebbe sceso a circa 70 milioni.

Prevendendo la principale polemica, i produttori rassicurano sulla centralità dell’essere umano: 107 membri del cast, 100 persone nella troupe di ripresa, 54 nella troupe non di ripresa e 55 AI artists impegnati in una post-produzione prevista di 30 settimane.

La sceneggiatura prevedeva circa 200 location, dall’Antartide ad Antigua fino a Las Vegas. Invece di spostare troupe, attori e reparti da una parte all’altra del mondo, la produzione ha concentrato tutto in uno spazio controllato. Il film è prodotto da Acme AI & FX, società fondata da Ryan e Matt Kavanaugh, Garrett Grant e Lawrence Grey; anche la compagnia di Liman, 30 Ninjas, ha lavorato al progetto.

Liman ha reinventato il movimento d’azione con Bourne, e trasformato il loop temporale in macchina da guerra in Edge of Tomorrow. Il risultato potrebbe essere brillante, grottesco o semplicemente indigesto, ad ogni modo Doug Liman ha trovato il modo più rumoroso possibile per vendere a Cannes.

E forse il suo Bitcoin vuole solo ricordarci che il mercato non vuole davvero vedere il volto del potere; gli basta una recita abbastanza convincente.