The Art of Sarah è uno degli ultimi k-drama apparsi su Netflix: una serie tv che si colora di giallo e che è tutta giocata sull’ossessione coreana per il lusso.
Prendete Inventing Anna e shakeratela con un’altra serie Netflix, ma coreana, come Celebrity: otterrete The Art of Sarah, un cocktail sapiente di misteri, scambi di persona, giallo e disuguaglianze sociali.
Una mini-serie in 7 puntate che mette al centro la potente direttrice di un giovane brand di lusso emergente trovata brutalmente assassinata in un tombino.
The Art of Sarah, la trama
Sarah Kim è la direttrice commerciale di un brand di lusso emergente che produce borse, Boudoir. Ambiziosa e sicura di sé, intende compiere la propria scalata sociale nella Seoul che conta. Un giorno viene ritrovata cadavere in un tombino.
Un abile detective, Park Mu-gyeong, inizia a indagare sull’omicidio e su di lei, scoprendo che la sua vita è un’intricata rete di identità rubate e menzogne.
La Corea classista, ossessionata dai brand e dal lusso come status sociale
Il cardine attorno al quale ruota la trama di The Art of Sarah è il lusso, che in Corea non è un semplice status symbol bensì un vero e proprio spartiacque sociale: gli articoli di lusso li vogliono tutte e tutti. Sono disposti a indebitarsi milioni di won (migliaia di euro) e a fare file chilometriche fuori dei negozi per poterseli permettere.
Questo è il mondo in cui agisce Sarah Kim, il cui nome è già garanzia di privilegio (si fregia di essere coreana-americana). Peccato che la realtà sia diversa da come appare.
The Art of Sarah? Il travestimento
L'”Art of Sarah” che dà il titolo alla serie è proprio l’abilità nel travestimento, nel trasformarsi in qualcun altro, della stessa protagonista. Equivoci e inganni della serie si giocano tutti su un filo sottile: “Se il falso è indistinguibile dall’originale, è davvero falso?”.
Così la menzogna può diventare realtà e viceversa. Ci vorrà tutta l’abilità – e il sapere classico occidentale – del detective Park per trovare il bandolo della matassa, in una corsa al colpevole e alla soluzione dell’enigma che ha le ore contate.
Un disvelamento puntata dopo puntata
La sapiente sceneggiatura di Chu Song-yeon disvela il personaggio e le sue multiple identità, puntata dopo puntata, coinvolgendo lo spettatore in modo continuativo. Impossibile annoiarsi: tra colpi di scena, tatuaggi rivelatori alla caviglia, splendide borsette Lady Dior e, nei bassifondi di Seoul, una verità che sta per venire a galla e che spiegherà il segreto del successo del brand Boudoir.
La corsa allo status sociale, però, avrà le sue conseguenze. E richiederà, inevitabilmente, qualche sacrificio.
The Art of Sarah, perché vedere la serie?
The Art of Sarah piacerà agli spettatori, e soprattutto, alle spettatrici che hanno un debole per le trame intricate e per l’alta moda. Pur essendo una serie plasmata su modelli occidentali racconta con grande chiarezza quali possono essere le estreme conseguenze della “società dell’apparenza” coreana, classista e in cerca di un’elevata posizione sociale. Non senza qualche clamoroso colpo di scena.
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