Star Trek Anniversary

Star Trek compie 60 anni: il suo futuro deve ancora cominciare

Presentato al Comic-Con, il video dei 60 anni di Star Trek attraversa serie e film e riporta al centro il futuro umanista immaginato da Roddenberry.

Prima che Hollywood imparasse a chiamare qualsiasi cosa “universo”, Star Trek aveva già inventato il fandom moderno. Nel 1968 migliaia di spettatori sommersero la NBC di lettere e contribuirono a strappare alla serie una terza stagione. Sessant’anni dopo, Paramount ha portato il video dell’anniversario nella Hall H del San Diego Comic-Con, davanti agli eredi di quella mobilitazione: badge al collo, uniforme della Flotta e opinioni molto precise su chi sia il miglior capitano.

Il franchise, intanto, non era fermo in teca. Il 23 luglio, appena due giorni prima del panel, Paramount+ aveva rimesso in viaggio l’Enterprise di Christopher Pike con la quarta stagione di Star Trek: Strange New WorldsÈ in questo incrocio fra culto e catalogo che arriva il video celebrativo dei sessant’anni di Star Trek. Sotto la comprensibile esibizione del patrimonio, Paramount tenta però un’operazione più difficile: dimostrare che, sepolta sotto sessant’anni di proprietà intellettuale, l’utopia di Star Trek respira ancora.

Il compleanno ufficiale cadrà l’8 settembre, sessant’anni esatti dopo il debutto della serie originale sulla NBC.

Dalla prima Enterprise ad oggi: il vero alieno siamo noi

Il montaggio parte dalla serie con William Shatner e Leonard Nimoy e attraversa le successive incarnazioni televisive e cinematografiche: The Next Generation, Deep Space Nine, Voyager, Enterprise, i lungometraggi, Discovery, Picard, Strange New Worlds, Lower Decks, Prodigy e Starfleet Academy. Non costruisce una classifica e non separa il piccolo dal grande schermo. Presenta piuttosto Star Trek come un unico viaggio, nel quale ogni equipaggio riceve il testimone dal precedente.

Le parole del capitano Archer, interpretato da Scott Bakula, definiscono gli esseri umani come esploratori spinti a scoprire cosa esista oltre l’orizzonte. Più avanti, la voce di Sonequa Martin-Green riconduce le galassie lontane alla domanda che accompagna la saga fin dalle origini: che cosa significa essere umani.

Il video è stato mostrato in Hall H davanti a interpreti appartenenti a generazioni diverse del franchise. Accanto a Rod Roddenberry erano presenti, fra gli altri, George Takei, Michael Dorn, Robert Picardo, Doug Jones e Michelle Hurd. Il panel ha richiamato il principio della “diversità infinita in infinite combinazioni”, mentre il palco rendeva concreta quella continuità attraverso attori, serie ed epoche differenti.

Sessant’anni dopo, l’utopia di Star Trek resta incompiuta

Ogni anniversario di una grande proprietà intellettuale rischia di trasformarsi in un inventario.

Anche il programma ufficiale per i sessant’anni comprende partnership, prodotti, eventi, una collaborazione con LEGO, fumetti digitali, una serie per YouTube e perfino una crociera. Star Trek è una costruzione industriale prima ancora che una memoria collettiva, e Paramount ha tutto l’interesse a mantenerla in orbita.

Il video, tuttavia, sceglie di non mettere al centro il catalogo, ma recupera invece l’idea più difficile da conservare: il futuro unito immaginato da Gene Roddenberry. Lo slogan dell’anniversario, “Space for Everybody”, insiste su speranza, esplorazione e inclusione. Sono valori diventati anche linguaggio promozionale, ma appartengono alla struttura originaria di Star Trek, che nel 1966 portava sul ponte di comando un equipaggio internazionale e multietnico mentre la Guerra fredda divideva il pianeta.

Star Trek oggi usa il passato per ricordare un futuro che non abbiamo ancora raggiunto: dopo sessant’anni, il video non annuncia una nuova destinazione. Ricorda perché l’Enterprise era partita.