Warner Bros. Discovery rimette ufficialmente Matrix nella propria roadmap cinematografica: Drew Goddard scriverà e dirigerà il nuovo film, Lana Wachowski resta coinvolta, mentre Neo, Trinity e perfino il titolo sono ancora variabili non inizializzate.
Warner Bros. Discovery ha appena inserito il prossimo capitolo di The Matrix tra i film che intende sviluppare oltre il 2027, accanto ad Aegon’s Conquest, al prossimo Batman e al live action dei Jetsons con Jim Carrey.
Il progetto era stato annunciato nell’aprile 2024, ma per quasi due anni era rimasto sospeso tra una dichiarazione e l’altra, senza cast, riprese o calendario.
Il quinto Matrix live action è ancora nella strategia industriale e, prendendo alla lettera quella finestra, non potrà arrivare prima del 2028. Una data d’uscita, però, non esiste ancora. Lo conferma la lettera agli azionisti di Warner Bros. Discovery relativa al secondo trimestre 2026.
Matrix cambia autore: Drew Goddard raccoglie l’eredità delle Wachowski
Drew Goddard scriverà e dirigerà il film, oltre a produrlo con Sarah Esberg attraverso Goddard Textiles. Lana Wachowski sarà invece produttrice esecutiva. Significa che, per la prima volta nella storia cinematografica della saga, un lungometraggio di Matrix sarà diretto da qualcuno che non sia una Wachowski: Lana e Lilly Wachowski firmarono insieme la trilogia originale, mentre Lana tornò da sola per Matrix Resurrections nel 2021.
Goddard, autore di Cloverfield, ha lavorato a serie come Buffy e Lost, diretto Quella casa nel bosco e 7 sconosciuti a El Royale ed è stato candidato all’Oscar per la sceneggiatura di The Martian. Fu Goddard stesso a presentarsi allo studio con una propria idea per continuare l’universo, abbastanza convincente da ottenere scrittura e regia.
A febbraio 2026, durante la promozione di Project Hail Mary, Goddard ha confermato che il film era ancora in lavorazione, ancora chiuso nella sua writing cave, impegnato sulla sceneggiatura e senza voler indicare quando ne sarebbe uscito.
Nessuna trama è stata rivelata, le riprese non sono state annunciate e il cast non è confermato: persino Matrix 5 non è un titolo ufficiale: Warner, nella lettera agli azionisti, lo chiama semplicemente “the next installment of The Matrix“. Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss potrebbero tornare come Neo e Trinity, ma per ora attribuirli al film significa trasformare un desiderio in una notizia. Laurence Fishburne, assente da Resurrections, nell’ottobre 2025 si era mostrato possibilista su un ritorno di Morpheus, subordinandolo però alla qualità e al senso dell’operazione.
C’è stato persino un piccolo falso allarme: quando nel gennaio 2025 Will Smith pubblicò un enigmatico video che ricordava come avesse rifiutato il ruolo di Neo prima che arrivasse Keanu Reeves, preferendo Wild Wild West. Internet fece rapidamente due più due, peccato che Entertainment Weekly abbia poi verificato che Smith non era coinvolto nel film di Goddard.
Matrix 5, la profezia industriale di Resurrections si avvera
Nel quarto film Lana Wachowski aveva trasformato il ritorno stesso del franchise in materiale narrativo: Thomas Anderson è diventato il creatore di una serie di videogiochi chiamata Matrix, mentre il film gioca apertamente con sequel, nostalgia, focus group e sfruttamento aziendale della proprietà intellettuale. Warner Bros. era coinvolta persino in una delle battute metanarrative più esplicite del film, tanto che gli sceneggiatori raccontarono come quella gag avesse generato qualche preoccupazione interna allo studio.
Cinque anni dopo, la realtà sembra aver deciso di scrivere il seguito della battuta: nella lettera agli azionisti Warner spiega che la propria strategia cinematografica continuerà a sfruttare proprietà intellettuali iconiche. E subito dopo compaiono Game of Thrones, Matrix, Batman e The Jetsons. Lo stesso documento ammette che alcune uscite cinematografiche della prima metà del 2026 hanno performato sotto le aspettative, per poi insistere sulla forza dei franchise riconoscibili e sul valore a lungo termine della library. La società calcola che il proprio catalogo cinematografico e televisivo abbia generato in media circa 5 miliardi di dollari di ricavi l’anno negli ultimi anni.
Eppure l’ultimo riavvio non fu esattamente indolore.
Matrix Resurrections incassò circa 157,4 milioni di dollari nel mondo, contro un budget riportato intorno ai 190 milioni, mentre Matrix Reloaded aveva superato i 741 milioni e Matrix Revolutions i 427 milioni. C’è da dire che Resurrections uscì nel 2021, in piena coda pandemica, e negli Stati Uniti fu distribuito contemporaneamente nelle sale e su HBO Max: resta comunque una distanza commerciale difficile da ignorare.
Ripensare invece Matrix nel mondo del 2028 o 2029, quello dell’AI generativa, dei deepfake, degli ambienti sintetici e di un confine sempre più incerto tra realtà e artificio, offrirebbe al franchise qualcosa che nessun revival può comprare: dopo decenni trascorsi a interrogarsi su sistemi di controllo, realtà prefabbricate e libertà di scelta, resta dunque da vedere se Goddard riuscirà a trovare una nuova Matrix dentro Matrix, oppure se sarà soltanto l’ennesimo programma già eseguito.