Tra le visioni consigliate per Ferragosto, L’estate addosso di Gabriele Muccino. Si tratta di un inno alla riscoperta di sé attraverso il viaggio.
L’estate addosso è un film realizzato nel 2016 da Gabriele Muccino. Il titolo deriva dall’omonimo brano di Jovanotti, il cui videoclip è stato diretto dallo stesso Muccino.
La trama
Marco (Brando Pacitto) è un timido diciottenne romano, appena diplomatosi. Grazie al risarcimento ottenuto in seguito a un incidente, riesce ad avere i soldi necessari per andare in California. Ad accompagnarlo, però, è Maria (Matilda Lutz). Maria frequenta il suo stesso gruppo di amici, ma tra i due c’è sempre stata tensione, poiché Marco la considera snob. In California vengono accolti da Matt (Taylor Frey) e Paul (Joseph Haro), una coppia gay. L’incontro tra i quattro si trasformerà in una feconda amicizia, destinata a cambiare la traiettoria delle loro vite.
L’estate addosso è la libertà
Il film di Gabriele Muccino spinge lo spettatore a fare della vita qualcosa di straordinario. Emerge chiaramente l’invito a vivere senza aspettative e senza giudizi, accettando anche quei sacrifici necessari per vivere la vita sognata. Attraverso un viaggio al di là dell’oceano, Marco e Maria imparano ad ascoltare i loro sentimenti, e riescono a respingere quei tabù che avevano a lungo frenato il loro percorso esistenziale. Anche la vita di Matt e Paul si trasforma in seguito all’incontro con i due ragazzi: Paul, infatti, acquisirà il coraggio necessario per abbandonare il suo lavoro da consulente finanziario e vivere allevando cavalli.
Gabriele Muccino parla di L’estate addosso
L’estate addosso trae ispirazione dal vero viaggio di maturità fatto da Gabriele Muccino nell’estate del 1991.
“Da quando faccio il regista ho sempre voluto narrare questa vacanza, fatta in un’età che non conosceva tormenti, o meglio, trasformava le piccole cose in tormenti”.
Queste le parole del regista al Corriere della Sera.
“E’ nato tutto dalla voglia di fare un film leggero, con la struttura di un romanzo di formazione. Leggero anche come budget, sotto i 4 milioni di euro, per godermi l’agilità produttiva. Sono partito da una storia di cui già conoscevo le coordinate”.
Insuccesso di critica
Secondo Andrea Chimento, giornalista de il Sole 24 Ore, è “davvero troppa la carne al fuoco. I giovani attori s’impegnano, ma non basta. La colonna sonora firmata da Jovanotti risulta più invadente che efficace: non sempre le canzoni si sposano adeguatamente con le immagini scandite dal montaggio”. Dello stesso avviso i critici di MoviePlayer, secondo cui “Muccino sembra frequentare poco gli adolescenti nostrani, e guarda alla società americana in modo grossolano, senza comprenderla”.
Apologia di L’estate addosso
L’estate addosso è un film grossolano e superficiale. Questo, però, può essere onestamente affermato solo se il focus viene posto sui personaggi, e non sul viaggio raccontato. Il film, infatti, è in grado di far comprendere con potenza il ruolo trasformativo che alcune fughe dalla realtà possono avere. L’avventura narrata è in grado di trafiggere lo spettatore, lasciando emergere in lui la necessità di un viaggio che lo spinga a fare i conti con i processi inconsci del suo pensiero.