Creep

Creep, il precursore di Obsession e Backrooms

Creep è l’anticonvenzionale horror del 2014 nato dalla mente di Mark Duplass e che è diventato manifesto invisibile di una generazione di cineasti di genere.

Oggi l’horror è il genere prediletto dalle voci più autorevoli del panorama cinematografico. Un vero e proprio angelo salvatore di Hollywood da sempre, ma oggi il fenomeno sembra essere sotto gli occhi di tutti. Storicamente il genere più diretto ma anche quello capace di dar vita a storie puramente originali e soprattutto a basso budget.

Creep ne è l’esempio emblematico. Punto di riferimento per ogni cineasta indipendente da lì in poi, ancor prima di Backrooms, di Obsession, di Talk to Me e perfino di Ari Aster. Il film co-diretto, co-scritto e co-interpretato da Mark Duplass e Patrick Brice è entrato come colonna portante del cinema indipendente e del cinema di genere.

Creep

Mille dollari per una giornata insieme ed un progetto segreto da un anonimo. Questo è l’invito che accetta il regista in difficoltà Aaron – Patrick Brice. Aaron si presenta a casa dello sconosciuto, ovvero, Josef – Mark Duplass – marito con una moglie incinta a cui però rimangono tre mesi di vita. Il suo scopo è quello di lasciare al figlio una testimonianza.

La permanenza di Aaron diventa un incubo per via dell’inquietudine e della strambezza di Josef, uomo perverso e in crisi. In un climax ascendente di tensione, Josef proverà a turbare Aaron, di cui noi ne seguiamo la soggettiva. Tra scherzi e danze mascherate, Josef rivela finalmente la verità su lui, la moglie e Peach-Fuzz, personaggio che Josef interpreta indossando una spaventosa ed inquietante maschera da lupo. Aaron diventa vittima di stalking.

Creep 2

Come superare il primo film? Stravolgendo totalmente le aspettative con il suo sequel. La storia che ci viene presentata con Creep 2 gioca con lo spettatore finendo quasi per ribaltare i ruoli. A rispondere all’invito online di Josef, ora chiamatosi Aaron, è Sara Desiree Akhavan – content creator di poco conto.  Josef non è in cerca di una preda, ma di una rinascita artistica. Uccidere è diventato un lavoro, privo di passione. Vuole reinventarsi.

L’obiettivo è realizzare un documentario sul serial killer più prolifico e sconosciuto che sia. Sara da subito tiene testa alle stranezze di Josef. In una relazione speculare, sono due individui afflitti dalla mania di successo e con ambizioni da star. Josef è un insicuro che piange su se stesso, un artista decadente disgrazia. Sara è spronata a tirare il meglio fuori. Il loro legame è quello di un sentimento reciproco di attrazione che si chiude in un folle epilogo nell’oscurità dei boschi.

Creep

Il lupo interiore

Al lupo piace travestirsi da pecora, così come all’uomo piace reprimere la bestia dentro di sé. L’istinto animale. Con una semplice ma efficace metafora, Creep entra nell’intimità di un serial killer e di un malato mentale, con abitudini e paranoie. Dall’ottima analisi previdente del mondo del furry, Duplass e Brice si servono di una semplice maschera per creare una metamorfosi.

Josef passa da innocuo malato a feroce bestia che colma la sua solitudine attraverso la violenza. Prendendo in prestito da molti ritratti di serial killer – come Norman Bates di Psycho – Creep descrive Josef come l’esatto opposto del convenzionale maniaco, tanto da diventare una macchia comica in piena crisi esistenziale attraverso un lavoro di umanizzazione impeccabile che però non manca di farci ricordare la vera natura di Josef e del suo lupo interiore.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★