The Backrooms, prima di essere un lungometraggio, è stata una virale sensazione dell’internet delle creepy pasta, con una serie di cortometraggi di YouTube.
Per la maggior parte delle persone della generazione dei millennials e per quelli della Generazione Z, i primi violenti approcci al mondo di Internet ed alla scoperta del mondo dell’ignoto – digitale e non – hanno trovato una corrispondenza con una pratica comune della seconda metà degli anni ’00 del 2000. Parliamo delle creepypasta, ovvero, dei racconti horror diffusi sul web, tratti da leggende metropolitane e con un’alone di mistero dominante.
Più famoso tra tutti è lo Slender Man, creatura fittizia che ha dato il via ad un vero e proprio media a sè stante. La popolarità e l’interesse verso queste storie vero-simili era dettato proprio dal loro prendere una porzione del reale e distorcerlo, rendendolo automaticamente un’intrigante spavento credibile. L’apice di tutto si è raggiunto con le Backrooms e la serie di corti The Backrooms.
The Backrooms
Il 12 maggio 2019, su 4chan viene pubblicato un post anonimo con la prima definizione di Backrooms: “…nient’altro che la puzza di vecchi tappeti di mosto, la follia del mono-giallo, l’infinito rumore di sottofondo delle luce fluorescenti al massimo dell’intensità, e approssimativamente seicento milioni di miglia quadrate di casuali stanze vuote in cui rimanere chiusi… e che Dio ti salvi se senti qualcosa aggirarsi vicino, perchè sicuramente lui ha sentito te”
Un immenso ufficio dai colori giallastri, esempio perfetto di spazio liminale, ovvero, apparentemente infinito, opprimente e ai limiti del surreale. Nel 2022, l’allora sedicenne Kane Parsons pubblica su YouTube una serie di cortometraggi: The Backrooms (Found Footage). Oltre che a estendere l’immaginario collettivo su questa creepypasta, Parsons – youtuber già a dieci anni – inventa un mondo narrativo unico e originale.
Analog Horror
L’analog horror è un sottogenere dell’horror, intenso come un’orrore analogico. Questo perchè fa affidamento completo all’uso di grafiche e riprese di bassissima qualità, messaggi criptici, una messa in scena estremamente scarna e rustica e molto spesso attraverso l’uso delle riprese del found footage o del mockumentary. Molto diffusi su Internet, il primo caso cinematografico è stato Ghostwatch, falso documentario horror della BBC.
Oltre allo shock delle persone, la rivoluzione vera in senso industriale è arrivata nel 1999 con Blair Witch Project, che ha cambiato e radicalizzato l’approccio al genere, rendendolo una variabile tanto economica quanto fruttuosa. Con gli anni a venire abbiamo visto i vari Paranormal Activity, V/H/S, i più recenti Skinamarink, Late Night with the Devil e We’re All Going to the World’s Fair, insieme ai piccoli Creep, Host, Antrum e Lake Mungo.

Kane Parsons nelle Backrooms
Come dicevamo, uno degli enfant prodige dell’Internet – conosciuto su YouTube come Kane Pixels – è riuscito a costruire un mito assurdo su una storia inesistente. Interessato agli effetti visivi e speciali già dalla tenera età, Parsons ha raccimolato un bagaglio di esperienza immensa che è riuscito a mettere nel suo primo vero progetto.
La serie, composta da 24 cortometraggi dalla durata compresa i 30 secondi ed i 45 minuti circa, espande la realtà delle Backrooms, trattandole come un glitch del sistema computerizzato che viviamo tutti i giorni. Il cosiddetto Matrix. Entrare è possibile, uscire è una tragedia. Tra casi di persone scomparse e strani uomini in ricerca di risposte, il luogo diventa sporadicamente il teatro di alcuni eventi inspiegabili che succedono nel mondo di sopra.
Found Footage
Il progetto di Parsons si fonda completamente sull’uso di un’estrema tensione drammaturgica, che è pesantemente in contrasto con l’horror post-anni ’80, fatto di jumpscare e momenti sporadici. Backrooms rappresenta la saggia potenza del riuscire ad inquietare senza usare nulla più che la distorsione della natura umana delle cose. Tutta la scuola di cineasti di YouTube sembra aver intrapreso questa via.
Anche se difficile da accomunare, il recente e stupendo Obsession del genio Curry Barker usa lo stesso mezzo. Per di più, Parsons si avvale anche di qualsiasi possibilità narrativa che egli voglia trattare, e lo fa senza apparente collegamento, ma riuscendo comunque a creare un mondo originale. Allora, possiamo solo aspettare il 27 maggio per vedere il suo adattamento a lungometraggio di Backrooms.