Paul Schrader Venezia 83

Paul Schrader: lo studio system è morto davvero

Paramount e Warner che cercano di unirsi? Per Paul Schrader sono due dinosauri che si accoppiano. Dietro la battuta, una tesi feroce sul declino degli studios e sull’AI.

Intervistato a Venezia 83 sulla grande operazione di consolidamento tra i due gruppi, il regista di American Gigolo e sceneggiatore di Taxi Driver ha aggiunto il concetto che conta davvero:

“The studio system is sort of dead”.

Altro che matrimonio del secolo: nella lettura di Schrader, quando due giganti hanno bisogno di diventare un gigante ancora più grosso, dimostrano solo quanto faticano ormai a stare in piedi da soli.

Paramount-Warner: due dinosauri contro l’estinzione

Hollywood chiama tutto questo consolidamento, sinergie, scala globale.

La sala, sostiene Schrader, conserva un enorme valore culturale, ma non è più il motore economico dominante dell’intrattenimento filmato. Anche quando arriva un fenomeno capace di riempire i cinema, non significa automaticamente che il vecchio modello sia tornato in salute.

Il sistema costruito attorno allo studio onnipotente, ai grandi budget e al diritto di decidere quali film possano esistere, oggi scricchiola. E Schrader ha qualche titolo per dirlo: per mezzo secolo quel sistema lo ha finanziato, respinto, corretto e qualche volta mutilato.

Light Sleeper fu rifiutato da 29 studios e distributori; Dying of the Light venne rimontato contro la sua volontà.

The Basics of Philosophy: 2,3 milioni per non chiedere permesso

Il nuovo The Basics of Philosophy, presentato a Venezia con Martin Scorsese produttore esecutivo, costa circa 2,3 milioni di dollari. Un milione e mezzo di equity, incentivi fiscali per il resto, prevendite internazionali e una promessa agli investitori decisamente poco hollywoodiana: non diventerete ricchi, ma probabilmente riavrete i soldi, finirete su un red carpet e potrete dire di avere prodotto un film di Paul Schrader.

Schrader ha scoperto che la libertà d’autore può essere una conseguenza dell’aritmetica. Digitale, incentivi e budget bassi non sono soltanto strumenti produttivi: diminuiscono il numero di persone che possono telefonare al regista per spiegargli quale film dovrebbe fare. E questo è il vero schiaffo alla retorica degli studios.

A ottant’anni continua così la sua serie dell'”uomo nella stanza”: dopo il tassista di Taxi Driver, il reverendo di First Reformed, il giocatore di The Card Counter e il giardiniere di Master Gardener, ora arriva un professore di filosofia tormentato da una colpa del passato.

“I can’t stop writing about guilt”.

Dopo gli studios, Schrader punta sull’intelligenza artificiale

Schrader sta anche lavorando a un film che dovrebbe essere interamente realizzato con l’AI e a un altro con circa quindici minuti generati artificialmente. Sul rischio occupazionale ha risposto con la delicatezza di una ruspa:

“Those jobs are gone, babe”.

Potete gridare “Stop AI”, dice in sostanza, ma la tecnologia non tornerà nella scatola. Una posizione discutibile, soprattutto per chi quei posti di lavoro rischia davvero di perderli, ma è perfettamente coerente con la sua traiettoria.

Se davvero i dinosauri si stanno estinguendo, almeno Schrader ha già smesso di comportarsi come uno di loro.