A Cannes, Vin Diesel ha guidato un’emozionante celebrazione per i 25 anni di Fast & Furious, rendendo un omaggio in lacrime allo scomparso Paul Walker.

Paul Walker potrebbe tornare in Fast Forever grazie all’AI

Oggi la performance postuma non serve più solo a completare un film, diventa essa stessa notizia, richiamo commerciale e strumento promozionale.

Dopo Val Kilmer ricreato con l’intelligenza artificiale per As Deep As the Grave, Ian Holm riportato nell’universo di Alien, Harold Ramis ricostruito per Ghostbusters: Afterlife e Peter Cushing resuscitato digitalmente in Rogue One, a Hollywood i precedenti si stanno accumulando abbastanza rapidamente da rendere marginale la questione tecnica.

Paul Walker era già stato riportato sullo schermo dopo la morte per completare Furious 7, usando i fratelli Cody e Caleb come controfigure e gli effetti visivi per ricostruirne il volto. Undici anni dopo, Cody Walker spiega che probabilmente non servirebbe più nemmeno quello: tra AI e anni di materiale inedito, Universal avrebbe abbastanza strumenti per riportare Brian O’Conner in Fast Forever senza di lui.

Il film è previsto per il 17 marzo 2028 e dovrebbe chiudere una saga che, partita nel 2001 da rapine ai camion e corse clandestine, ha superato i 7 miliardi di dollari al box office mondiale.

Chi può decidere se Paul Walker tornerà?

Cody si chiama fuori e affida sostanzialmente il confine tra omaggio e resurrezione digitale a Meadow Walker, figlia di Paul.

Nel 2015 la produzione di Furious 7 aveva già affrontato un problema che oggi sembra appartenere a un’altra epoca tecnologica. Dopo la morte di Walker, Caleb e Cody furono utilizzati come controfigure, mentre gli effetti visivi permisero di completare le sequenze mancanti e trasformare un’impossibilità produttiva in una soluzione narrativa: Brian O’Conner non moriva, ma usciva dalla storia. Il film riusciva così a chiudere la presenza del personaggio senza cancellarla.

Persino la celebrazione dei 25 anni della saga a Cannes era riuscita a tenere Paul Walker dentro la memoria del franchise senza fingere che fosse ancora disponibile per una nuova scena.

Con l’AI anche la morte rischia di diventare una pausa contrattuale

Già nel 2025 Vin Diesel aveva indicato il ritorno di Brian O’Conner tra gli elementi immaginati per il capitolo conclusivo della saga: Los Angeles, le corse clandestine e, soprattutto, una nuova reunion tra Brian e Dominic Toretto. Diesel ha recentemente definito la sceneggiatura di Fast Forever una delle migliori lette negli ultimi decenni, raccontando di esserne rimasto profondamente emozionato.

Il punto non è più stabilire se Universal possa riportare Brian sullo schermo, ma che natura avrebbe quella nuova performance. Paul Walker non fornirebbe una nuova interpretazione: volto, voce, archivio e tecnologie di sintesi verrebbero usati per costruirla al suo posto. È qui che il personaggio cinematografico comincia a emanciparsi dall’interprete, fino a poter continuare a esistere e recitare senza di lui.

Per gli studios significa poter estendere nel tempo il valore di un franchise; per famiglie, eredi e interpreti significa invece definire fino a dove possa arrivare lo sfruttamento di un’identità artistica. Fast Forever potrebbe essere uno dei primi blockbuster a dimostrare che, con l’AI, questa discussione non finisce più necessariamente con i titoli di coda.