Almanacco Cinema presenta: Succederà questa notte, la recensione

Il cinema italiano è morto? Cosa ci dice Venezia83

Venezia83 è finito, il concorso ha visto vincitrice Woman Unknown diretto dalla danese May el-Toukhy, ma in gara c’erano anche cinque film italiani che ci hanno dimostrato che abbiamo ancora qualcosa da dire. 

Venezia83, è stata importantissima per il nostro cinema, ha visto il ritorno di Nanni Moretti, l’affermazione di Paolo Strippoli, il consacramento della Scalera nel film di De Angelis, le testimonianze in Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis e l’ultimo sceneggiato di Bernando Bertolucci, The Echo Chamber con la regia di Andrea Pallaoro. Questi erano i film italiani in corso per il Leone D’Oro, ma abbiamo avuto molto da dire anche nelle altre categorie, nella sezione Orizzonti I Figli della scimmia di Tommaso Landucci si porta a casa il premio per miglior sceneggiatura e Riccardo Scamarcio il premio come miglior attore protagonista.

I film italiani a Venezia83

Partiamo dal ritorno di Nanni Moretti con Succederà Questa Notte, in uscita nelle sale italiane il 3 dicembre 2026. Il regista mancava dal festival da 37 anni, quando gareggiò con l’indimenticabile Palombella Rossa. Qui Moretti decide però di allontanarsi dal suo solito cinema, lasciando da parte Michele Apicella e la politica per dedicarsi a una storia d’amore. Tratto da alcuni racconti di Legami di Eshkol Nevo, già affrontato dal regista in Tre Piani, il film racconta attraverso Louis Garrel e Jasmine Trinca la storia di due persone che continuano a incontrarsi nel corso degli anni senza mai riuscire a trovarsi nel momento giusto.

Moretti ci porta così in una nuova dimensione, concentrandosi sul rapporto tra amore, tempo e relazioni. La sua presenza in Concorso dimostra come, dopo una carriera che lo ha consacrato tra i capisaldi del cinema italiano, abbia ancora voglia di mettersi in discussione e confrontarsi con nuove storie.

Passiamo a L’Estranea di Paolo Strippoli, giovane autore che conferma di essere una delle promesse più interessanti del cinema italiano di genere. Come già in La Valle dei Sorrisi, l’horror diventa uno strumento per parlare di altro. Al centro ci sono i legami familiari: Anna, interpretata da Jasmine Trinca, incontra una misteriosa donna, l’Estranea interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, che le propone un patto faustiano per risolvere i suoi problemi.

Strippoli utilizza ancora una volta il genere per affrontare temi concreti, dalla famiglia borghese all’ossessione per le apparenze, con uno sguardo capace di dialogare anche con il cinema internazionale. Portare un film di genere italiano nel Concorso veneziano è già, in questo senso, un segnale importante.

Il Fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis porta sullo schermo il romanzo autobiografico di Antonio Franchini, con Vanessa Scalera e Lino Musella nei ruoli di Angela e Antonio. Il film racconta il rapporto conflittuale tra una madre e un figlio che torna a casa per la vigilia di Natale, trasformando la cena in una vera e propria resa dei conti.

De Angelis recupera la tradizione della commedia all’italiana, alternando momenti comici e tragici e trasformando la Vigilia in una sorta di guerra familiare che ricorda Parenti Serpenti di Monicelli. A dominare il film è Vanessa Scalera, premiata al Lido con il Premio Francesco Pasinetti.

Con Ritorno a Buenos Aires, Marco Bechis torna invece sulla dittatura argentina e sulle conseguenze della violenza. Nel 2008 Mariano, interpretato da Adriano Giannini, torna a Buenos Aires dopo 33 anni per testimoniare contro gli ex militari che lo avevano torturato durante la dittatura. Un tema che Bechis conosce direttamente, essendo stato a sua volta sequestrato. Il film affronta così la cosiddetta colpa del sopravvissuto. Cosa significa continuare a vivere quando altri non ce l’hanno fatta?

Chiude la cinquina The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, nato dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, successivamente ripresa da Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi. Un’eredità importante per il cinema italiano, che Pallaoro trasforma in un omaggio al grande regista e in un’occasione per tornare a interrogarsi sull’individuo e sulla coppia.

Fuori concorso

Una piccola parentesi va dedicata anche a Serpenti di Roberto De Paolis Maino, presentato nella sezione Venezia Spotlight. Il film, scritto dallo stesso De Paolis insieme a Damiano e Fabio D’Innocenzo, con Alessandro Borghi, Valeria Golino, Pietro Castellitto e Leonardo Lidi, si inserisce perfettamente in questa idea di un cinema italiano che cerca nuove strade e nuovi linguaggi. L’opera prende uno dei protagonisti, purtroppo, dell’Italia odierna, il femminicidio e lo affronta in una chiave grottesca. Un film che porta a far riflettere su una delle piaghe del nostro Paese.

La pellicola la trovate ora in sala.

Cosa significa?

Il cinema italiano ha ancora tanto da dire. Che siano autori affermati o voci più giovani, quello che emerge da questa cinquina è la voglia di sperimentare, di cercare nuove visioni e di dimostrare che il nostro cinema è ancora capace di rinnovarsi. Abbiamo visto cinque film molto diversi tra loro, ma in tutti sembra esserci un desiderio comune: parlare di amore, di relazioni interpersonali e, soprattutto, di quei traumi che attraversano le generazioni e continuano a lasciare il segno.

In un’epoca in cui l’isolamento sembra essere sempre più dominante, la sala cinematografica torna così alla sua funzione più autentica: quella di creare un luogo d’incontro. Il cinema porta sullo schermo storie nelle quali possiamo riconoscerci, raccontando l’amore in tutte le sue forme e contraddizioni, dalle relazioni sentimentali a quelle familiari.

Un altro tema che accomuna questi film è proprio il trauma generazionale e la necessità di affrontarlo. Sono questioni che parlano forse in modo particolare alle generazioni di oggi, spesso chiamate a confrontarsi con eredità emotive, conflitti e colpe che arrivano dal passato. Il cinema italiano sembra allora voler guardare a ciò che ci è stato lasciato in eredità non per accettarlo passivamente, ma per provare a comprenderlo e ad andare oltre.