Zack Snyder racconta il suo nuovo film, The Last Photograph, svelandone i dietro le quinte e risponde ai suoi detrattori.
La nuova opera di Zack Snyder, The Last Photograph, è stata presentata al Toronto International Film Festival davanti a una sala gremita. Prodotto dalla moglie Deborah, scritto dal suo storico collaboratore Kurt Johnstad, già sceneggiatore di 300, il thriller d’azione racconta la storia di un ex agente della DEA, interpretato da Stuart Martin. L’uomo si avventura in un non meglio precisato Paese del Sud America, devastato dalla violenza, per ritrovare i suoi nipoti, scomparsi dopo il brutale assassinio dei loro genitori. Ad accompagnarlo c’è una fotografa di guerra tormentata e dipendente dalle droghe, interpretata da Fra Fee, unica testimone della strage.
Snyder lavorava a questo progetto già dagli anni 2000, quando per i ruoli principali erano stati presi in considerazione anche Christian Bale e Sean Penn. Le riprese si sono svolte in appena 32 giorni, soprattutto in Colombia. Durante la produzione, il regista ha contratto il COVID e ha dovuto affrontare una febbre di 38 gradi, ma ha continuato a lavorare senza fermarsi. Dopo anni di attesa, il film è finalmente diventato realtà.
Zack Snyder commenta The Last Photograph e risponde alle critiche
Il regista di Justice League a proposito del suo nuovo progetto rivela:
È un film serissimo, ma d’altra parte, se avete visto i miei film, sapete che sono innamorato del kitsch, e della sua versione più artistica, e non credo di essermene mai liberato. Come regista, non cerco mai di sfuggirgli, nemmeno in un’opera come questa. Sono serio, ma sempre consapevole di me stesso, e faccio fatica con il dramma puro senza la componente melodrammatica, che per me è la parte più interessante. Sono sempre consapevole del fatto che si tratta di un film su una cosa che parla di una cosa. Non smetto mai di pensare: “Oh, il pubblico sta guardando questi due attori parlare di una cosa che non è mai successa”
E alle critiche che da sempre hanno accompagnato la sua carriera, Snyder risponde così:
Stamattina mi sono svegliato con il mio feed di X e il dibattito è incredibilmente carico di questa battaglia. È come se ci fosse una guerra in corso, all’istante , e da un lato, non voglio dire che sia una cosa positiva, ma in qualche modo deve esistere. Non so perché. Trovo incredibile la quantità di energia e di astio. “Voglio uccidere Zack Snyder.” “Zack Snyder è un fascista.” “Zack Snyder è un omofobo.” “Zack Snyder è bisessuale. Penso che siamo tutti umani. Credo che nel mio feed, e questo è solo ciò che mi mostra il mio algoritmo, si tratti di una conversazione. Anche se penso che all’inizio fosse “Zack Snyder fa schifo!” “Che si fott*!” “Sei un fascista!”, ora succede questo: “Siete completamente pazzi. È solo un film. Calmatevi.”