Matthew Lillard si espone su Scream 7 e sul licenziamento di Melissa Barrera. L’attore si pente di essere tornato nel franchise e difende la collega.
È nota la querelle nata fra Melissa Barrera, protagonista di Scream (2022) e Scream VI, e la casa di produzione dei film Spyglass. L’attrice è stata licenziata e rimpiazzata per il seguito della saga, dopo le sue decise prese di posizione a difesa del popolo palestinese.
Spyglass, nel 2023, la allontanò, accusandola di antisemitismo e “discorsi d’odio”, a causa di alcuni post social di Barrera critici nei confronti di Israele e le sue operazioni a Gaza. L’attrice non utilizzò mezzi termini, parlando di genocidio e pulizia etnica nei confronti dei civili palestinesi.
Dopo l’uscita di Barrera, anche la co-protagonista Jenna Ortega decise di lasciare il progetto. Lo stesso fece il regista Christopher Landon. Il film cambiò quindi direzione, con Kevin Williamson alla regia e il ritorno di volti storici del franchise come Neve Campbell e Matthew Lillard. I due erano rispettivamente la protagonista Sidney Prescott e uno degli antagonisti del capostipite della saga del 1996.
Adesso Lillard, a circa sette mesi dall’uscita di Scream 7, prende posizione sulla vicenda. E si dice pentito di essere tornato nel franchise dopo il licenziamento di Barrera.
Matthew Lillard: «ci sono cose per cui vale la pena rischiare»
Uno dei primi Ghostface della saga ha risposto ad alcune domande dei fan durante una proiezione speciale per i 30 anni di Scream. Uno di loro gli ha chiesto quanto sia difficile, per un personaggio pubblico, esporsi su questioni politiche controverse.
Non so in quale altro modo farlo. Per quanto mi riguarda, ho figli queer. Se non difendo i ragazzi queer o quelli della comunità trans, allora che cazzo sto facendo? Se non mi schiero contro l’ICE, allora che cazzo sto facendo?
Ha risposto Lillard, che durante la première di Scream 7 si era già lasciato andare a un «fuck ICE». E ha continuato:
Non penso che sia sempre facile…Melissa Barrera, che è un’attrice meravigliosa, è stata licenziata per quello che ha detto dopo che tutta la questione palestinese…dopo quello che ha iniziato ad accadere in Israele. È davvero una stronzata, è davvero dura e lei è dalla parte giusta della storia.
L’attore ha messo in chiaro che «quando iniziano a prendersela con il tuo lavoro, a volte ci sono cose per cui vale la pena rischiare».
Barrera isolata da Hollywood

Matthew Lillard ha poi parlato dell’isolamento vissuto da Barrera dopo il licenziamento.
Quando è successo a Melissa, non si è fatto avanti tutto il mondo. Ma lei era avanti di un anno rispetto a quello che cazzo sta succedendo. Tutti avrebbero dovuto alzarsi e dire: “Ha ragione”. E non l’hanno fatto. Ed è terribile.
Alla fine ha ammesso:
Sono tornato a fare Scream e sono stato criticato. E ho pensato: “Oh, cazzo. È dura”. Mi dispiace. Me ne vergogno. Perché in quel momento ero così entusiasta di tornare che non ho davvero pensato a Melissa e a quello che aveva attraversato. Non ho detto di no. Mi imbarazza, questa è la verità… Ho sbagliato. Per questo mi trovo dalla parte sbagliata della storia. Mi piace comunque essere nel film, [ma] forse non è stata la scelta migliore.
Una decisa presa di posizione, anche se tardiva, quella di Lillard. In seguito anche alle numerose proteste durante le premiere di Scream 7 e all’organizzazione di vere campagne di boicottaggio contro il film.
Le polemiche non si sono fermate neppure dopo l’uscita del film. Barrera ha infatti messo in dubbio i dati sugli incassi, sostenendo di non credere che il film abbia guadagnato quanto riportato.
I dati ufficiali, però, raccontano un grande successo commerciale. Scream 7 ha superato i 200 milioni di dollari nel mondo, diventando il capitolo con il maggiore incasso nominale dell’intero franchise. Un successo al botteghino che si scontra, però, con il giudizio della critica. Su Rotten Tomatoes ha ottenuto solo il 30% di recensioni positive, il risultato più basso tra i film della saga.