Festa del Cinema di Roma 2026: Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti, la recensione in anteprima del documentario di Dario Zonta e Carlo Zoratti.
Oggi alla Festa del Cinema di Roma 2026 abbiamo assistito alla proiezione stampa di Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti, un nuovo documentario che uscirà al cinema solo per 5 giorni dal al 26 novembre al 2 dicembre 2026.
Il documentario, diretto da Carlo Zonta e Carlo Zoratti, celebra il famoso cantante e rapper in occasione del suo sessantesimo compleanno e ne ripercorre la vita con un racconto che da personale si fa universale. Ecco la nostra recensione in anteprima.
Festival Cinema Roma 2026, Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti, la recensione
Sera. Bokeh. Un cantante si allontana dal palco, ripreso da dietro, al termine di un suo concerto: è Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Lo vediamo entrare in macchina, i suoni sono ovattati, il frastuono ormai alle spalle. Poco dopo siamo catapultati al Jova Beach Party: il pubblico è straripante, incommensurabile. Poi la scena passa al backstage, alla meditazione per restare calmo e lucido, al trucco e a un costume da pirata decisamente barocco.
Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti è tutto giocato sulla perpetua dicotomia tra intimità, a tratti eremitaggio, e dimensione pubblica di uno dei cantanti rap più celebri nella storia della canzone italiana. Backstage versus performance, ciclista solitario e animale da palcoscenico. Tra palcoscenico e grandi casali vicino Cortona, in Toscana, sua patria natale. Che, comunque vada, cerca di non preoccuparsi, canticchiando in macchina Three little birds di Bob Marley.
Ed è la canzone del rapper giamaicano il nesso con il racconto di una vicenda che ha denunciato tutta la fragilità umana del corpo del cantante: l’incidente in bici avuto in Repubblica Domenicana il 15 luglio del 2023. Un incidente che ci viene raccontato in tutti i modi possibili: attraverso i vlog quotidiani dello stesso cantante, rigorosamente in solitario nell’inquadratura. Un incidente che gli provoca la frattura del femore e che è la prova lampante di come anche un uomo pubblico come Jovanotti resti pur sempre un mortale. Malgrado la fama, malgrado tutto.
L’enfasi sul corpo mortale del cantante è, in effetti, uno degli aspetti più interessanti di questo documentario, che si muove agilmente sulle linee temporali della sua vita, da bambino a uomo oltre il mezzo del cammin di sua vita. Alternando filmati delle teche RAI, filmati d’epoca a filmati di proprietà della famiglia Cherubini, molti dei quali in Super 8, Zonta e Zoratti ci restuituiscono il ritratto più di un uomo che ha scoperto la radio a soli 15 anni e ha deciso di mollare tutto, inclusa la sua passione per il disegno, più che di un cantante trascinatore di folle.

In Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti non vediamo i suoi concerti, se non in apertura e in chiusura del film e in qualche breve spezzone. Però vediamo i suoi stretti collaboratori, condividiamo con lui la sofferenza della riabilitazione post incidente e il modo in cui le sue canzoni nascono, prima quasi spontanee poi rivedute e corrette da quello che è uno dei suoi collaboratori più preziosi: il produttore discografico statunitense Rick Rubin. Che irrompe sulla scena quasi per caso, tanto che all’inizio lo scambieresti per un senzatetto che si intrufola nello studio di registrazione di Jovanotti.
Il momento più emotivo il documentario lo tiene in serbo per la parte finale, quando il Cimitero della Misericordia di Cortona funge da pretesto narrativo per la storia del fratello Umberto, pilota aereo morto in un incidente. In un freddo giorno in cui c’era tanto vento, troppo, per volare senza pericolo. Prima abbiamo conosciuto il padre e la madre, spesso “triste” verso la quale il piccolo Lorenzo è sempre stato iper protettivo, terrorizzato al pensiero di poterla perdere. Alla fine incontriamo anche Francesca, la moglie adorata alla quale Jovanotti dedicò tante canzoni, la prima delle quali è la celeberrima A te (2008), e la figlia Teresa, nata nel 1998.
Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti tocca corde intime e affida allo stesso cantante il compito di raccontarsi, includendo molti video condivisi nel tempo da lui sui propri canali social, soprattutto nel periodo di riabilitazione dopo l’incidente in bici. Un evento che scandisce il tempo e la narrazione di tutto il documentario.
Il risultato è un film che forse si sofferma un po’ troppo sulla fase di creazione delle sue canzoni e che liquida troppo in fretta il rapporto con la moglie, evocata più volte ma mostrata brevemente solo alla fine. Ma il senso dell’impermanenza e il messaggio finale, che si può sempre sognare, arrivano a tutti.