Festa del Cinema di Roma 2026: I love boosters, la recensione in anteprima su Almanacco Cinema

Festa del Cinema 2026: I love boosters, la recensione

Festa del Cinema di Roma 2026: I love boosters, recensione del film di Boots Riley con Keke Palmer e Demi Moore. 

Proiettato alla Festa del Cinema di Roma 2026, ecco I love boosters, la terza opera di Boots Riley, regista e rapper statunitense. Almanacco Cinema vi propone la recensione in anteprima.

I love boosters, la trama

San Francisco. La Velvet Gang, banda di taccheggiatrici professioniste, ruba abiti e accessori di lusso per rivenderli a prezzi accessibili. Guidate da Corvette, le protagoniste prendono di mira Christie Smith, una potente e spietata imprenditrice della moda che si atteggia a maitre à penser. Una vendetta personale si trasformerà in una sfida surreale al sistema capitalistico e alle contraddizioni dell’industria della moda.

I love boosters, la recensione

Sgargiante, eccessivo, I love boosters è un film caotico ma porta una ventata di freschezza negli occhi di chi non ne può dei soliti film tutti uguali. Ha certamente nella sua estetica visiva un punto di forza: i colori fluo e resi ancora più intensi dalle tonalità fredde sarebbero il sogno di ogni grafico esperto di palette e tonalità Pantone, mentre la fotografia surreale e (pop) surrealista è un piacere per gli occhi.

Un altro punto forte del film sono senza dubbio i costumi pazzeschi: eccessivi e kitsch quelli indossati dalle ragazze della gang, più chic e minimalisti quelli di Christie Smith. A questo si accompagnano anche diverse trovate visive originali – come l’inquadratura “crepitante” come fuoco quando appare uno dei personaggi – e la scena di sesso più memorabile che con tutta probabilità avrete modo di vedere al cinema negli ultimi tempi.

La San Francisco di I love boosters è un mondo a cavallo tra realtà e fantasia, nel quale si manifestano le visioni della protagonista Corvette ma che, di per sé, sembra un mondo creato da un pittore surrealista. Non ci sono orologi sciolti sui tavoli, ma grattacieli più inclinati della Torre di Pisa, come quello in cui vive Christie. Una versione alternativa della celebre Millennium Tower.

I love boosters, la recensione: il regista Boots Riley sul set

In I love boosters c’è tanto di tutto: è una commedia, è un film “impegnato”, parzialmente è persino un film di fantascienza. Non mancano nemmeno trovate gore, volutamente eccessive: dalla succitata scena di sesso alle persone che indossano completi moda da 100.000 euro. Trovate che riportano con la mente a The Substance di Coralie Fargeat, film con il quale condivide anche l’attrice protagonista (una delle): Demi Moore.

Né manca un’esplicita denuncia sociale su alcune problematiche inerenti il mondo del lavoro, come l’iper sfruttamento della manodopera a basso costo con conseguenti rischi, anche per la salute. E neppure una palese critica al sistema produttivo e consumistico della fast fashion. Temi seri dei quali, forse, si poteva parlare in maniera meno strillata e più velata, ma che comunque arrivano forti e chiari.

In un panorama di film stereotipizzati e spesso scritti facendo ctrl+alt+canc, I love boosters è una piacevole alternativa. Caotica, certo, ma vitalissima.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
3
★★★★★