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Emmy Awards 2025: in arrivo le nomination

Emmy 2026: tra storia e novità

Gli Emmy Awards rappresentano il riconoscimento più prestigioso della televisione statunitense e celebrano ogni anno le migliori serie, i programmi e i professionisti del piccolo schermo. L’edizione 2026, però, non si distingue soltanto per la competizione tra i grandi titoli, ma anche per i profondi cambiamenti che stanno ridefinendo il volto della cerimonia.

Gli Emmy Awards sono da sempre il riconoscimento più prestigioso della televisione americana. Nati nel 1949 per premiare le produzioni locali dell’area di Los Angeles, sono diventati nel giro di pochi anni il punto di riferimento dell’industria televisiva statunitense. Oggi, con l’esplosione delle piattaforme di streaming e una produzione seriale sempre più vasta, anche la cerimonia è costretta a reinventarsi. E l’edizione 2026 rappresenta forse il cambiamento più significativo degli ultimi anni.

La 78ª edizione dei Primetime Emmy Awards, in programma il 14 settembre al Peacock Theater di Los Angeles, arriva infatti in un momento di profonda trasformazione. Se da un lato la qualità delle serie continua a crescere, basti pensare al dominio di The Pitt con 25 candidature o di Hacks con 24, dall’altro la Television Academy si trova davanti a un problema sempre più evidente: come riuscire a raccontare un’industria che produce centinaia di serie ogni anno senza rendere la cerimonia interminabile. 

Una drastica decisione

La risposta è stata una scelta destinata a far discutere. Per il 2026, infatti, la Television Academy ha ridotto drasticamente il numero di premi consegnati durante la diretta televisiva. Le categorie trasmesse passano da 26 a 19, mentre diversi riconoscimenti, compresi quelli per i migliori attori non protagonisti nelle miniserie e alcuni premi per regia e sceneggiatura , verranno assegnati durante i Creative Arts Emmy, la manifestazione che precede di una settimana la cerimonia principale. Secondo l’Academy, l’obiettivo è rendere lo show più dinamico e accessibile al pubblico televisivo, ma molti addetti ai lavori vedono questa decisione come un ridimensionamento del valore artistico di categorie fondamentali.

Questa scelta riapre un dibattito che ormai interessa il panorama cinematografico mondiale, ovvero l’emarginazione di alcune categorie. Il cinema è un lavoro di gruppo, un film non potrebbe nascere senza tutti gli addetti ai lavori. E allora giusto declassare alcune categorie, togliendole dalla cerimonia principale? 

Le categorie tagliate fuori

Chi si vede tagliato fuori dalla grande premiazione sono le categorie riguardanti le miniserie o Film Tv e quelle dei programmi di varietà. In un momento storico in cui il mezzo televisivo domina sulle sale cinematografiche, la scelta di eliminare dalla cerimonia alcune categorie sembra più un messaggio.

Alcuni format meritano di essere visti e premiati, meritano la gloria e altri no. Si possono declassare a una seconda cerimonia e a un secondo momento. Di conseguenza chi da importanza al prodotto non è la qualità, ma la cerimonia. Questa scelta ci appare drastica, si potrebbe tagliare su tanti momenti degli Emmy, ma non su una cerimonia che dovrebbe unire, e sopratutto celebrare tutti i reparti dello spettacolo televisivo.

Con il dominio delle piattaforme streaming, la competizione agli Emmy è diventata sempre più alta, proponendo ogni anno serie di altissima qualità. Il pubblico è sempre in continuo cambiamento e la soglia dell’attenzione è sempre più bassa, ma tagliare sulle premiazioni di alcune delle categorie non è la soluzione più adatta. Chiunque contribuisca al nostro intrattenimento audiovisivo deve essere celebrato come merita.

Un format che cambia spesso volto

Non è però la prima volta che gli Emmy modificano il proprio formato. Negli ultimi anni la Television Academy ha rivisto più volte regolamenti e categorie per adattarsi ai cambiamenti del mercato audiovisivo. Nel 2022, ad esempio, i game show sono stati trasferiti ai Primetime Emmy, mentre nel 2023 le categorie dedicate ai programmi di varietà sono state riorganizzate. Quest’anno è arrivata un’altra svolta: i premi dedicati ai talk show e agli scripted variety sono stati riuniti in un’unica categoria, Outstanding Variety Series, segno della volontà di semplificare un panorama televisivo sempre più frammentato.

Questi cambiamenti raccontano un’evoluzione iniziata molti decenni fa. Quando gli Emmy nacquero, la televisione americana era dominata dai network tradizionali e i premi riguardavano un numero limitato di produzioni. L’arrivo della TV via cavo negli anni Ottanta e, soprattutto, delle piattaforme streaming nel decennio scorso ha rivoluzionato completamente il sistema. Dal 2013 anche le produzioni distribuite esclusivamente online possono concorrere agli Emmy, aprendo la strada al dominio di servizi come Netflix, HBO Max, Apple TV+ e Hulu. La crescita dell’offerta ha però comportato un inevitabile aumento delle candidature e delle categorie, costringendo l’Academy a ripensare periodicamente la struttura della manifestazione.

È proprio questo il tema che accompagna gli Emmy 2026. Più che una semplice corsa ai premi, la cerimonia diventa il simbolo di un’industria in continua trasformazione, chiamata a trovare un equilibrio tra spettacolo televisivo e riconoscimento del merito artistico. La sfida della Television Academy sarà quella di conservare il prestigio degli Emmy senza sacrificare quelle categorie che, pur meno popolari agli occhi del grande pubblico, rappresentano il cuore creativo della serialità contemporanea.