Netflix e l’AI: 300 titoli e l’affare Ben Affleck
Netflix avrebbe pagato 587 milioni di dollari per InterPositive, mentre l’AI generativa è già entrata in circa 300 produzioni del gruppo nel 2026.
Nel luglio 2025 Netflix presentava una sequenza di El Eternauta come il primo impiego di immagini finali generate con l’AI in una propria produzione. Il crollo di un edificio a Buenos Aires era stato completato dieci volte più rapidamente rispetto ai tradizionali effetti visivi. Un anno dopo, la fase sperimentale ha assunto dimensioni diverse: Netflix dichiara flussi GenAI in oltre 300 titoli e investimenti nelle infrastrutture, come Eyeline e InterPositive, destinate a sostenerli.
L’accordo per gli studi e gli asset streaming di Warner Bros. Discovery era saltato il 27 febbraio 2026, lasciando Netflix libera dall’impegno finanziario e con un indennizzo da 2,8 miliardi di dollari. Sei giorni dopo, il gruppo ha annunciato l’acquisizione di InterPositive, società fondata da Ben Affleck, per circa 587 milioni di dollari, interamente in contanti.
La scala dell’investimento mostra che per Netflix l’intelligenza artificiale è diventata una componente essenziale della filiera produttiva, ma segnala soprattutto un cambio di strategia più ampio: sfumata la maxi-acquisizione delle IP Warner, il gruppo concentra le risorse su tecnologie proprietarie di produzione e formati già collaudati su YouTube, dai video podcast ai contenuti dei creator.
InterPositive diventa un’infrastruttura interna
InterPositive è nata nel 2022 per sviluppare strumenti destinati alle produzioni cinematografiche, anziché un generatore generalista di video. Affleck ha spiegato di avere realizzato un dataset proprietario in un teatro di posa controllato, riproducendo condizioni, linguaggio e problemi di un set. I modelli sono concentrati sulle tecniche cinematografiche e non sulle performance degli attori.
Le applicazioni indicate comprendono la ricostruzione di inquadrature mancanti, la sostituzione degli sfondi, la correzione delle luci e il mantenimento della coerenza visiva ed editoriale. L’intero team è entrato in Netflix, mentre Affleck è rimasto come consulente senior. L’acquisizione consegna quindi alla piattaforma competenze, modelli e sviluppo del software, portando dentro l’azienda una parte della post-produzione che normalmente dipende da fornitori esterni.
I risultati illustrati da Ted Sarandos sull’impiego dell’AI sono arrivati durante una conference call segnata da conti solidi e prospettive accolte con maggiore cautela. Nel trimestre Netflix ha registrato 12,56 miliardi di dollari di ricavi, in aumento del 13,4%, e 3,4 miliardi di utile netto. Il titolo ha chiuso la seduta successiva in calo del 7,3%, dopo che la società aveva previsto per il terzo trimestre una crescita dei ricavi dell’11,7%.
La reazione del mercato non è stata provocata dall’AI, ma rende più evidente la pressione su Netflix affinché trasformi velocità e risparmi in margini e nuovi contenuti.
Il risparmio torna al budget dei contenuti Netflix
Netflix non ha pubblicato l’elenco dei 300 titoli né ha specificato quanto debba essere esteso un intervento per rientrare nel conteggio, ma tra gli esempi compaiono la produzione indiana Glory, il documentario brasiliano Brasil 70: A Saga do Tri e la docuserie statunitense The American Experiment.
Gli strumenti sono serviti ad ampliare folle, ricostruire battaglie storiche e creare inquadrature di ambientazione. Proprio The American Experiment contiene 17 minuti di immagini migliorate con l’AI, realizzati, secondo Sarandos, in metà tempo e a metà costo rispetto alle alternative precedenti.
Alla domanda sulla destinazione dei risparmi, Sarandos ha spiegato che saranno reinvestiti nella produzione di altri contenuti per il servizio, senza però indicare il risparmio complessivo né quale parte potrà tradursi in compensi o nuove opportunità per chi lavora alle produzioni.
L’operazione InterPositive dà ora a Netflix il controllo di un nuovo strato tecnico posto tra decisione creativa e allocazione del budget.