Condor Heroes

FEFF27: opinione a caldo sui film in concorso, giorno 7

FEFF27: monaci con decine di figli inaspettati, eroi epici e maestri di arti marziali, poliziotti che infrangono la legge e demoni nelle miniere indonesiane.

Questa potrebbe essere una sintesi della straordinaria giornata di ieri. Proprio ieri qui al FEFF27 è stato il giorno del premio alla carriera al maestro Tsui Hark consegnato proprio dal suo attore feticcio Tony Leung Ka-Fai. Un’esperienza indimenticabile a cui noi di Almanacco Cinema abbiamo avuto l’occasione di presenziare.

Vediamo in breve quali sono stati i titoli in concorso visti durante la settima giornata di Festival.

About family

Interessante commedia coreana incentrata sul tema della stabilità di un nucleo familiare. Il titolare di un ristorante non riesce ad accettare che il suo unico figlio abbia deciso di diventare un monaco invece di dedicarsi a proseguire l’attività di famiglia. La scoperta poi di quest’ultimo di avere alcuni figli di cui ignorava l’esistenza contribuirà a minare i rapporti padre-figlio.

Il film è molto piacevole, scorre bene e soprattutto nella prima parte riesce a prendere delle pieghe inaspettate. Gli attori sono molto bravi e la regia è perfettamente funzionale al racconto. Il regista finora aveva diretto alcuni thriller d’azione a sfondo politico ma in questo caso ha saputo destreggiarsi bene anche nella commedia. La seconda parte è un po’ meno brillante e vira quindi verso una conclusione più canonica ma in ogni caso il film è promosso a pieni voti.

Legend of the Condor Heroes: The gallants, Tsui Hark al FEFF27

Qui ci troviamo di fronte a un film incredibile. Il maestro Tsui Hark, autore di capolavori come Once upon a time in China o The blade, arriva a Udine con una pellicola ai limiti del capolavoro.

Durata del film: 2 ore e mezza. Tempo percepito: 10 minuti. Il ritmo è incredibile e soprattutto rimane costante per tutta la durata del film, Hark non lascia allo spettatore nemmeno un momento per prendere fiato e rendersi conto di essere in una sala cinematografica. La storia, ambientata ai tempi di Gengis Khan, emana epicità da ogni secondo. Qualunque inquadratura è emozionante, ogni dialogo e ogni freccia scoccata sono raccontati con quel modo epico che non si vedeva da anni.

Attori incredibili e coreografie che solo un maestro potrebbe realizzare per un film che speriamo venga distribuito in Italia dato che perderlo sarebbe un peccato mortale.

FEFF27

Dirty money

Due poliziotti non proprio integerrimi vengono a conoscenza di un trasporto di denaro organizzato dalla mafia cinese in Corea. I due organizzano quindi un colpo per impossessarsi dei soldi ma le cose non andranno come previsto, scatenando quindi un macello sia con i criminali che con la polizia stessa.

Il film è anche piacevole e indubbiamente funziona, il punto è che ormai di prodotti di questo tipo ne abbiamo visti a decine. Buon coinvolgimento dello spettatore e buon intrattenimento ma la storia sappiamo fin del primo minuto dove andrà a parare. In ogni caso una visione è sempre consigliata.

Mad of madness, demoni nelle miniere indonesiane al FEFF27

Film indipendente indonesiano a bassissimo costo. Lunga vita al cinema indipendente e massima stima a chi realizza film per passione con budget ridotti all’osso. Fatta questa premessa fondamentale, il film purtroppo non è riuscito un granché. L’idea di base è anche carina, lo sfruttatore/demone nelle miniere di diamanti, ma la realizzazione è estremamente banale e poco coinvolgente.

Non c’è molto altro da dire, va bene come proiezione di mezzanotte durante le battaglie contro il sonno ma nulla di più.