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The Prosecutor, a metà tra Ip Man e Law & Order
The Prosecutor è il nuovo film di e con Donnie Yen e questa volta l’attore di Ip Man interpreta un ex poliziotto che si ritrova a fare il procuratore.
L’attore di Hong Kong Donnie Yen è diventato famoso anche tra il pubblico occidentale proprio con la saga di Ip Man (2008-2019). Essa seguiva le vicende del leggendario maestro di Bruce lee, colui che gli ha insegnato l’arte del Wing Chun. Negli ultimi anni l’attore ha avuto diversi ruoli anche in film statunitensi, pensiamo a Star Wars – Rogue One o a John Wick 4.
Noi di Almanacco Cinema abbiamo visto in anteprima al Far East Film Festival 27 il suo esordio alla regia, tralasciando Sakra (2023) in cui lavora a quattro mani assieme a Wai-Man Cheng. Vediamo se il risultato finale sarà stato all’altezza delle aspettative.
The Prosecutor, la trama
Fok è un poliziotto di Hong Kong e durante un’operazione contro degli spacciatori di droga perde diversi uomini. Nonostante i numerosi arresti i sospettati non vengono dichiarati colpevoli e riescono a farla franca. Dopo alcuni anni Fok si è lasciato alle spalle la carriera nelle forze dell’ordine ed è diventato un procuratore distrettuale, deciso a migliorare il sistema giudiziario corrotto e inefficace del suo Paese.
Quando un ragazzo viene ingiustamente condannato per traffico di droga e alcuni avvocati si rivelano evidentemente complici dell’organizzazione criminale che controlla la zona, Fok decide di dedicare anima e corpo alla soluzione di questo problema. Per ottenere dei risultati dovrà fare ricorso alle sue conoscenze delle arti marziali, ma tutto ciò non sarà assolutamente un problema.
Botte da orbi e tribunali: un mix divertente
Il film di Donnie Yen si muove tra due binari che scorrono parallelamente. Il primo riguarda la critica al sistema giudiziario di Hong Kong. Verdetti troppo frettolosi, poco interesse ad approfondire i fatti, convinzione sbagliata del fatto che tanti casi chiusi equivalgono a un tribunale funzionale ed efficace e soprattutto tanta corruzione. Tutti questi elementi in realtà potrebbero addirsi a un qualunque sistema giudiziario del pianeta Terra ma il regista in questo caso si focalizza sul suo Paese. La critica emerge forte e chiara e, seppur non sia un tema nuovo nel cinema di Hong Kong, risulta abbastanza efficace.
Il secondo binario su cui si muove il film riguarda invece le scene d’azione e le coreografie dei combattimenti. Donnie Yen è un atleta di tutto rispetto e i risultati indubbiamente si vedono. I combattimenti non sono tantissimi ma funzionano alla grande. Menzione speciale per lo scontro corpo a corpo finale in metro, veramente ben coreografato e ben realizzato. Anche la suddivisione dei tempi funziona molto bene, tra scene d’azione e scene giudiziarie, l’equilibrio viene raggiunto ed è abbastanza stabile per tutta la durata del film.

The Prosecutor, per concludere
Infine, The Prosecutor è una pellicola molto divertente che funziona alla grande come film d’intrattenimento. Anche la critica sociale funziona ma è fuori discussione che le botte prendano il sopravvento e l’attenzione dello spettatore sia ben veicolata verso questo tipo di sequenze.
Un film senza troppe pretese ma sicuramente da vedere.

