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Piccolo grande cinema: The Pills
The Pills è nato come un progetto di ragazzi romani scartati dalle scuole e dalle aspirazioni cinematografiche, che è diventato un fenomeno generazionale.
Ultimamente, si parla tanto della comunicazione intermediale tra i vari social del web con l’arte e qual è il confine preciso di demarcazione che divide un prodotto da un’opera, il content dall’arte. Molti volti noti dell’industria cinematografica si sono espressi a tal riguardo – come anche il maestro Martin Scorsese – delineando una separazione precisa.
Nonostante questo, l’influenza e l’affluenza mediatica verso il mondo del cinema ha portato grandi e gloriosi risultati. Uno degli ultimissimi in questo senso è stato Curry Barker, attualmente in sala con il suo straordinario Obsession. In Italia, invece, non possiamo dire di aver visto le medesime conseguenze. Ma c’è qualcuno che ci ha provato davvero e, forse, solo forse, ci è riuscito. Sono i The Pills.
The Pills
Correva il periodo di ottobre 2011 quando Luca Vecchi, Luigi Di Capua e Matteo Corradini decidono di aprire un loro canale su YouTube. Un cinepanettone con la barba, Enzo Salvi con le Clarks, Massimo Boldi coi Cheap Monday, o almeno, così si descrivono. A novembre, già avevano pubblicato il loro primo video ufficiale, L’amore ai tempi dell’Erasmus.
Affrontando ironicamente la vita nelle periferie romane da studente universitario disoccupato in una casa di coinquilini, i tre – accompagnati da una serie di personaggi fissi – portano in scena i simpatici drammi della quotidianità, mischiandolo ad un bianco e nero invidiabile perfino dal miglior Pawel Pawlikowski e da un citazionismo del peggior Quentin Tarantino. Nel 2016 esce il loro film Sempre meglio che lavorare, che ne sancisce la fine effettiva.

La meglio gioventù
In questa breve raccolta delle loro migliori perle prese randomicamente, ci rientra a mani basse La meglio gioventù. Un ragazzo scopre che il proprio genitore ha iniziato a fumare la sigaretta elettronica e questo evento ribaltando completamente il classico rapporto tra un padre ed un figlio. Già in una fase più avanti della loro carriera – prodotto da Matteo Rovere e Andrea Paris – le citazioni lasciano spazio più alla loro irriverente unicità.
La loro genialità distingue il loro lavoro dal resto del web. Riuscire a realizzare dei prodotti di contenuto multimediale comici ma che comunque si reggessero su tecniche di scrittura e non totalmente invidiabili. Questo impegno ha trasformato i loro video YouTube in veri e propri cortometraggi, meritevoli di giri in festival seri.
Il bagno okkupato
Anno 2014. Con la partecipazione straordinario di un grande Elio Germano e quella non tanto insolita di Luca Ravenna – già parte del progetto The Pills – con Il bagno okkupato il gruppo affronta il tema della privatizzazione e la tragedia dei beni comuni attraverso una faida interna tra coinquilini sull’utilizzo del bagno e soprattutto sulla sua pulizia.
La naturalezza delle interpretazioni e l’impegno della tecnica rendono la durata di 16 minuti di questo cortometraggio una passeggiata in una quotidiana disavventura tra amici. Né più né meno. Inoltre, Elio Germano fa una delle performance più grandi della sua carriera finora, prendenosi in giro senza problemi e ragalando una lettura di Brecht al contrario.
Radical History X
Radical History X non è solamente uno dei migliori lavori realizzati dai The Pills, ma anche uno dei ritratti più inquietantemente lucidi e follemente convincenti della storia politica italiana nella contemporaneità. Tutto il corto gira attorno ad una domanda fondamentale: e se Matteo fosse un fascista? E se fosse di destra?
Il punto cruciale della questione è estremizzato ancora di più nel contesto del mondo semi-cinematografico e che gli gravita intorno. In una sorta di rifacimento di American History X ma in una commedia all’italiana, il gruppo passa dal citare Emir Kusturica a 300 nel giro di mezzo secondo e l’entrata in scena di Luigi è degna del peggior episodio di Friends.
Divorzio al futuro
Per grande distacco l’opera dei The Pills preferita dal sottoscritto, nonchè una delle più divertenti. Divorzio al futuro ribalta nel primo un archetipo da film come quelli di Gabriele Muccino e lo trasforma in un’idea di avventura alla Ritorno al futuro, passando attraverso una serie di battute iconiche e finendo con Non essere cattivo.
Il corto è una sequela una dietro l’altra di frasi senza senso e dialoghi oltre il confine della comicità pura. I The Pills trattano il tema del divorzio “all’italiana” e dell’essere il figlio di una coppia divorziata, con il massimo della leggerezza e la profondità emotiva di autori già esperti. Qui particolarmente, esce fuori tutto il potenziale comico del gruppo, soprattutto dei tre protagonisti.
