Feff28, il film Fujiko

Fujiko, la recensione del vincitore del FEFF28

Fujiko è il secondo lungometraggio del regista giapponese Taichi Kimura e si è aggiudicato il Gelso d’Oro come miglior film all’ultimo Far East Film Festival.

Presentato solo al terzo giorno di festival, Fujiko è subito entrato nel cuore del pubblico che era presente al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. La standing ovation che non finiva più al termine della proiezione lasciava intuire che qualcosa era scattato e il film aveva lasciato il segno.

Il premio del pubblico che lo ha consacrato come miglior film del Feff28 ha poi confermato questa sensazione collettiva.

Ma cosa c’è di così speciale in un film di poco più di 90 minuti su una madre single nel Giappone degli anni ’70? Ora lo vediamo con calma.

Fujiko, la trama in breve

Ci troviamo in Giappone all’inizio degli anni ’70, durante una giornata con un forte temporale una giovane donna cerca di vendere un’assicurazione al portiere di un condominio e inizia a raccontargli la sua storia. Fujiko, che non è la fidanzata di Lupin, ha appena avuto una bambina ma gli scontri con i genitori di suo marito e con i propri parenti sono all’ordine del giorno. Tutti vogliono dirle come deve crescere sua figlia, come deve comportarsi e cosa deve fare e sopportare, anche controvoglia.

Ad un certo punto lei dice no! Prende in braccio sua figlia e se ne va da sola cercando di sopravvivere in qualche modo. Incontrerà moltissime persone che le cambieranno la vita.

L’emancipazione femminile

Fujiko è chiaramente un film sul tema dell’emancipazione femminile. La cosa interessante però è che il tema non viene trattato in modo banale come accade nelle pellicole più recenti. Al contrario, sembra quasi che questo sia un argomento di contorno e che il regista si sia voluto invece concentrare sulla rocambolesca storia della sua giovane protagonista. Il tema non è invadente e soprattutto non risulta per nulla forzato. Esso emerge e arriva allo spettatore ma in modo totalmente naturale, quasi automatico, e questo non è per niente semplice da fare.

Fujiko è la madre di tutti noi, ha dei difetti, molte volte sbaglia ma sacrifica la sua vita per migliorare la nostra, quella dei suoi figli. Cambia lavoro, si adatta, soffre ma non abbassa mai la testa e se cade si rialza sempre. L’unico obbiettivo è far crescere la sua bambina.

Menzione particolare per il finale meraviglioso in cui ancora una volta la protagonista viene messa di fronte alla scelta se continuare a fare sacrifici per sua figlia ma da donna libera oppure accomodarsi affiancata a qualcuno (a cui comunque vuole bene). La scelta è chiara e mi ha ricordato lo straordinario finale di Hong Kong Express (Wong Kar-Wai, 1994).

Regia e interpretazioni

Come abbiamo già detto, la trama non è originalissima. Ma quindi cosa ha giustificato un’accoglienza così calorosa da parte del pubblico? Direi senza ombra di dubbio la straordinaria messa in scena. La sceneggiatura è ottima e racconta in modo essenziale e coinvolgente la storia della nostra protagonista, sapendo alternare momenti drammatici con altri più leggeri e divertenti.

La regia poi è a dir poco perfetta. In poco più di 90 minuti (cosa ormai quasi impossibile per i registi di oggi) Kimura mette in scena tutto in modo impeccabile. I tempi sono perfetti, le situazioni sono raccontate in modo estremamente efficace e soprattutto in modo assolutamente coinvolgente. Non manca nulla e qualunque elemento in più sarebbe stato di troppo.

Un plauso va fatto sicuramente a tutti gli attori che ci regalano delle performance eccezionali. Emerge in particolar modo la bellissima e bravissima Yuki Katayama nella parte di Fujiko. Riesce a cambiare modo di recitare a seconda delle numerose situazioni che il personaggio deve gestire, veramente eccezionale.

Fujiko

Fujiko, in conclusione

Per concludere, è stata una World Premiere incredibile e spero con tutto il cuore che questo film venga distribuito in Italia. Si tratta veramente di un raggio di sole che squarcia l’oscurità della banalità contemporanea. Un ritratto di una donna così originale e ben fatto non mi capitava di vederlo da anni. Chapeau.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
4.3
★★★★