Higgsfield Cully Hill Boys

Higgsfield e il film AI che affitta i volti delle star

Higgsfield porta streamer e campioni UFC in Cully Hill Boys: un film generato con AI che sperimenta avatar autorizzati, compensi e cinema senza set.

Dopo le polemiche provocate da Hell Grind, film realizzato interamente con l’intelligenza artificiale, Higgsfield prova a correggere il tiro. Nel nuovo progetto, Cully Hill Boys, gli esseri umani tornano, ma solo sotto forma di volto, voce e contratto.

Il lungometraggio di 110 minuti utilizza infatti personaggi modellati sullo streamer N3on, sul campione UFC Israel Adesanya, sull’attore e lottatore Quinton “Rampage” Jackson e sull’influencer sportivo Matt Kiatipis. Higgsfield lo presenta come il primo film generato con AI nel quale le sembianze delle celebrità vengono utilizzate attraverso accordi legali e compensi concordati.

Cully Hill Boys, il film AI con avatar autorizzati

Diretto da Aitore Zholdaskali, già autore di Hell Grind, il film nasce da una sceneggiatura di Tim Planagan acquistata attraverso Black List, la piattaforma che permette agli autori di sottoporre i propri lavori a valutatori e produttori.

Higgsfield precisa che Cully Hill Boys non sarà necessariamente distribuito come una normale opera cinematografica. Il progetto serve soprattutto a mostrare le capacità di Cinema Studio, la piattaforma con cui l’azienda vuole entrare nei processi produttivi di Hollywood. Più che un film per il pubblico, quindi, è una dimostrazione tecnica lunga quasi due ore.

L’esperimento affronta però due questioni centrali nel dibattito sull’AI: il pagamento degli autori e l’uso delle identità personali. La sceneggiatura è stata acquistata, mentre streamer, atleti e influencer hanno autorizzato la riproduzione digitale delle proprie sembianze. Higgsfield vuole dimostrare che il cinema generativo può essere costruito senza copiare abusivamente volti e storie, ma trasformandoli in risorse concesse in licenza.

È un passo avanti rispetto alla zona grigia nella quale molte aziende hanno sviluppato i propri modelli, ma apre anche un mercato nuovo: quello delle celebrità che non partecipano realmente a un film, pur vendendo il diritto di apparirvi.

La sceneggiatura rifiutata da Hollywood

Tim Planagan lavorava da anni a Cully Hill Boys, una storia ambientata nell’East London e incentrata su un gruppo criminale che, secondo l’autore, non era mai stato rappresentato in quel modo sullo schermo. Le diverse versioni della sceneggiatura erano state perfezionate anche grazie ai giudizi ricevuti sulla Black List.

Alcuni produttori tradizionali si erano interessati al progetto, proponendo compensi vicini alle tariffe della Writers Guild of America, nonostante Planagan non fosse iscritto al sindacato. In cambio chiedevano però modifiche sostanziali, tra cui lo spostamento dell’ambientazione da Londra agli Stati Uniti. Lo sceneggiatore ha rifiutato, ritenendo che quelle richieste avrebbero snaturato il racconto.

Circa due mesi prima dell’annuncio è arrivata Higgsfield. L’azienda gli ha proposto un accordo limitato agli adattamenti realizzati con AI e, secondo Planagan, economicamente paragonabile agli standard WGA. L’autore non aveva ancora visto il film al momento dell’intervista, ma si è detto soddisfatto che il testo fosse stato scelto per mostrare le capacità della piattaforma.

La sua posizione è distante dalle preoccupazioni espresse dalla Writers Guild con la campagna #AINeedsHumans, nata per ribadire che i sistemi generativi dipendono dal lavoro di scrittori e creativi. Planagan, che non usa l’AI per scrivere, ha dichiarato che accetterebbe comunque di concedere un’altra sceneggiatura per un progetto simile. Per lui conta soprattutto aver visto riconosciuto il valore della propria storia senza doverne modificare ambientazione e identità.

La trasformazione dell’identità in bene riproducibile

Il caso di N3on, nome online del ventunenne Mikyle Rafiq, chiarisce il vantaggio offerto agli interpreti. Per creare il suo avatar sarebbero bastati alcune fotografie e circa due minuti di registrazione vocale.

Lo streamer ha spiegato che la partecipazione a un film tradizionale sarebbe incompatibile con le sue dirette quotidiane. Presentarsi sul set ogni mattina, seguire prove e rispettare una lavorazione lunga settimane gli impedirebbe di continuare la propria attività online. Con l’AI, invece, può apparire nel film senza interrompere gli streaming.

Rafiq ha definito il compenso ricevuto piuttosto buono rispetto al lavoro richiesto. La sua partecipazione offre inoltre a Higgsfield l’accesso a un pubblico composto da 1,1 milioni di iscritti su YouTube e circa 700.000 utenti su Kick. N3on ha già promesso di promuovere il film durante le dirette e non esclude di concedere nuovamente il proprio avatar.

Per le celebrità significa quindi ottenere nuovi compensi senza partecipare alle riprese. Per gli studios significa ridurre costi, tempi e problemi organizzativi. Per gli spettatori significherà abituarsi a film nei quali attori, atleti e influencer appaiono insieme senza essersi mai incontrati e, forse, senza aver letto l’intera sceneggiatura.

In definitiva anche questo nuovo modello, offerto a Hollywood da Cinema Studio, propone agli esseri umani di partecipare alla propria sostituzione, cedendo volto e voce in cambio di un compenso. Ed alcuni sembrano già considerarlo un buon affare.