Shrek film filosofia

Shrek, la filosofia dissacrante del film

Shrek è un film d’animazione prodotto dalla DreamWorks Animation. Ispirato a un libro illustrato di William Steig, nasconde una filosofia molto profonda.

E’ difficile parlare di Shrek. Film vitale e coinvolgente, è stato prodotto da Jeffrey Katzenberg. Shrek, nato come antitesi alla formula Disney, negli anni ha rivoluzionato il mondo dell’animazione.

La trama

Il protagonista è Shrek (doppiato da Mike Myers), un orco verde, misantropo e conservatore. Una sera la sua palude viene invasa da creature fiabesche, ivi confinate da un autocrate para-fascista: Lord Farquaad (John Lithgow). Shrek decide quindi di incontrare l’autocrate per chiedergli di rimuovere le creature dal territorio. E’ accompagnato in questa impresa da un mulo, Ciuchino (Eddie Murphy), inizialmente poco simpatico all’orco. Nel mentre Lord Farquaad, impadronitosi dello Specchio Magico (Chris Miller), si è invaghito della principessa Fiona (Cameron Diaz). Il nobile stringerà un patto con l’orco: se quest’ultimo gli porterà la principessa, Farquaad libererà la palude dalle creature fiabesche.

Shrek, filosofia di un film contro la Disney

Shrek si presenta da subito come antitesi al mondo edulcorato e tradizionalista dei film Disney. Nella scena d’apertura, infatti, Shrek si trova in bagno. Qui decide di strappare una pagina da un libro di fiabe e utilizzarla come carta igienica. L’aspetto dell’antagonista, Lord Farquaad, è inoltre ispirato a quello di Michael Eisner, al tempo CEO di Disney, e allo stesso modo il suo regno riproduce la struttura dei parchi tematici Disneyland. E’ infine da notare che, mentre Disney è da sempre famosa per film ‘politicamente corretti’, Shrek ha una comicità retta da battute serie, oscene e tabù.

La storia di liberazione della principessa Fiona

Lord Farquaad ordina a Shrek di liberare la principessa Fiona da una torre, nella quale è stata segregata sin dalla nascita. Questa liberazione, nel corso del film, assume una dimensione femminista: inizialmente, infatti, Fiona si comporta come una principessa tradizionale, ma nel tempo si scopre sempre più simile a Shrek. Quando il trio costituito da Fiona, Shrek e Ciuchino viene attaccato da Robin Hood (Vincent Cassel), inoltre, è proprio lei a salvare la situazione, dimostrandosi esperta di kung-fu.

Shrek, una parabola socialista

Shrek ricalca lo stereotipo dell’elettore conservatore: dopo aver scoperto che la sua palude è stata invasa da creature fiabesche, l’orco si allea con Lord Farquaad. Il nobile, rappresentato come un autocrate para-fascista, genocida e sadico, tenta infatti di sedare la sua rabbia spingendo l’orco ad avviare una ‘lotta tra poveri’. Shrek, che è per natura uomo del popolo, si allea così con l’élite, ponendosi contro la sua stessa classe. Nel corso del film, però, l’orco svilupperà un rapporto di amicizia con Ciuchino. Questo lo porterà ad abbandonare l’individualismo.

Le origini ebraiche di Shrek

Il termine Shrek deriva dall’yiddish shreck, terrore, e dal tedesco schrek, paura. William Steig, autore del libro Shrek! (da cui è tratta l’opera DreamWorks) è inoltre di origini ebraiche, così come Jeffrey Katzenberg, Steven Spielberg e David Geffen. Infine Shrek, nell’opera diretta da Andrew Adamson e Vicky Jenson, viene esplicitamente ghettizzato. Il film decostruisce gli stereotipi contro il popolo ebraico, affermando che chi ha deciso di vederti come un mostro non potrà mai considerarti perfetto – e, più in generale, che la perfezione non esiste. Nel libro di Steig è anche presente una scena rimossa dal film: Shrek, che ha ormai interiorizzato il giudizio altrui, si scopre a osservare il suo riflesso, spaventandosi.

Il successo di critica

Shrek venne presentato in anteprima al Festival di Cannes 2001, dove fu in gara per la Palma d’oro (secondo film d’animazione dopo Peter Pan, opera del 1953, a ricevere la nomination). La critica gli ha riconosciuto buoni risultati a livello di animazione, interpretazione vocale, colonna sonora, sceneggiatura e umorismo; questo lo portò a vincere il primo Premio Oscar per il Miglior Film d’Animazione e a ricevere la nomination, sempre agli Oscar, per la Migliore Sceneggiatura non Originale. Inserito dal New York Times tra i mille migliori film di tutti i tempi, nel 2020 è stato posto dalla Biblioteca del Congresso nel National Film Registry. L’American Film Institute, nel 2008, lo ha inserito nell’AFI’s 10 Top 10 come ottavo miglior film d’animazione della storia.