Edgar Pêra porta a Locarno un film sulle FP-25 che mescola autobiografia, archivi, finzione e immagini generate dall’AI. Il vero esperimento riguarda però ciò che siamo ancora disposti a chiamare memoria.
Un gruppo armato degli anni Ottanta, una rapina finita nel sangue, quarant’anni di materiali d’archivio e un’intelligenza artificiale capace di fabbricare immagini del passato. Asphalt Guerrilla, titolo internazionale di Guerrilha no Asfalto, arriva al 79° Locarno Film Festival nella sezione Fuori Concorso: 77 minuti in cui Edgar Pêra intreccia storia politica, autobiografia e immagini sintetiche.
Al centro ci sono le Forças Populares 25 de Abril, organizzazione armata dell’estrema sinistra portoghese. La Bando à Parte, produttrice del film, parla di tragicommedia metacinematografica: ai guerriglieri che cercano di combattere il sistema si sovrappone infatti la “guerriglia” dello stesso Pêra, impegnato a realizzare il progetto fuori dalle strutture produttive convenzionali.
Dalle FP-25 alla memoria personale di Edgar Pêra
Secondo gli atti della Corte costituzionale portoghese, le FP-25 si manifestarono pubblicamente il 20 aprile 1980 facendo esplodere simultaneamente circa cento piccoli ordigni e diffondendo un manifesto. Seguirono rapine, attentati e scontri; il 5 maggio, durante due assalti bancari nel Cacém, venne ucciso un militare della Guarda Nacional Republicana.
Per Pêra non è però storia astratta. Da ragazzo frequentava il liceo D. Dinis nel turbolento Portogallo post-rivoluzionario; mentre lui si allontanò dall’attivismo, un suo conoscente proseguì su quella strada e morì nella rapina di Malveira del 1980, collegata alle FP-25. Uno studio accademico sul progetto mostra così come il film sia anche una ricostruzione della memoria generazionale del regista.
Un’altra origine è Guerrilha no Asfalto – As FP-25 e o tempo português, libro pubblicato nel 1992 dall’ex militante Manuel Ricardo de Sousa: 176 pagine dedicate alla sua esperienza, all’ingresso nelle FP-25 e persino all’evasione dalla Penitenziaria di Lisbona del 21 settembre 1985. Il volume, oggi difficile da trovare ma documentato in alcuni archivi bibliografici, fornisce l’ossatura di un film che Pêra contamina con autobiografia e circa quarant’anni di riprese. La preparazione comprende inoltre documenti sulle FP-25, studi sull’anarchismo, oggetti d’epoca e perfino nuovi vinili acquistati perché la musica svolge un ruolo centrale nella ricostruzione.
L’AI non ricostruisce il passato: lo rende sospetto
Pêra aveva già lavorato con l’intelligenza artificiale in Telepathic Letters, presentato a Locarno nel 2024, dove immagini generate mettevano idealmente in dialogo Fernando Pessoa e H.P. Lovecraft. Proprio allora aveva anticipato Asphalt Guerrilla, precisando che non sarebbe stato propriamente “un film AI”, come documenta il festival svizzero.
Due anni dopo l’AI c’è, ma non funziona semplicemente da scorciatoia produttiva. Pêra ha spiegato di aver lasciato talvolta indizi per rendere riconoscibili le immagini sintetiche e, altrove, di sfruttarne deliberatamente l’ambiguità. Proprio come nel fintomentario Synthetic Sincerity, Pêra usa la capacità dell’AI di falsificare il reale per mostrare quanto sia facile falsificarlo.
Nel territorio dell’archivio la differenza è enorme. Una fotografia storica può ingannare per selezione o contesto, ma conserva un rapporto materiale con qualcosa passato davanti all’obiettivo. L’immagine generativa può invece produrre direttamente quell’apparenza. Quando archivio autentico, ricostruzione e AI convivono nello stesso montaggio, anche il documento vero viene costretto a dimostrare di esserlo.
Dal neuro-punk all’intelligenza artificiale
La scelta è coerente con una carriera iniziata nel 1985, quando Pêra filmava la scena rock portoghese sviluppando il proprio stile “neuro-punk”. Ha realizzato oltre cento lavori tra cinema, televisione, installazioni e cine-concerti, usando anche alter ego: Mr. Ego per scrittura e pittura, Man-Kamera per l’immagine e Artur Cyanetto per suono e musica. Nel 1988 girò Reproduta Interdita tra le rovine del Chiado dopo il grande incendio e successivamente produsse diciotto film in 3D nell’ambito della propria ricerca.
Ma l’AI introduce una frattura ulteriore: una videocamera modifica il modo in cui il reale viene registrato; un modello generativo può creare ciò che sembrerà essere stato registrato. Per questo Asphalt Guerrilla supera la discussione hollywoodiana su costi, copyright e lavoro e arriva a una questione più antica: chi controlla il passato.
Le FP-25 volevano modificare la realtà attraverso l’azione politica; quarant’anni dopo Pêra interviene sulle immagini attraverso cui quella realtà viene ricordata. L’AI permette un terzo passaggio: fabbricare nuove tracce del passato con l’aspetto della memoria. Il rischio non è soltanto avere immagini false, ma rendere più difficile spiegare perché dovremmo credere a quelle vere.
L’AI non eliminerà l’autore. Renderà però impossibile fingere che tutte le immagini abbiano lo stesso rapporto con la realtà.