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Una relazione passeggera, la recensione su Almanacco Cinema

Una relazione passeggera, la recensione su Almanacco Cinema

È disponibile dal primo giugno su Prime Video la commedia sentimentale Una relazione passeggera del francese Emmanuel Mouret.

Iniziamo col dire che Una relazione passeggera è un film calorosamente e tipicamente francese. Al centro troviamo una storia d’amore clandestina priva di qualsivoglia moralismo, raccontata con grazia, delicatezza e romanticismo. Due interpreti tra i più apprezzati del cinema francese, che sono Sandrine Kiberlain e Vincent Macaigne, e un regista, Emmanuel Mouret, che sa guidarli e osservarli con curiosità e pudore.

Sui titoli di testa si parte da un’inquadratura ravvicinata dell’acqua della Senna che, vibrando illuminata dalle luci della città, sembra dare movimento a un quadro impressionista, mentre in sottofondo si ascolta la celeberrima La Javanaise, interpretata da Juliette Gréco e scritta da Serge Gainsbourg.

Mouret narra in forma diaristica (il titolo francese tradotto letteralmente sarebbe, infatti, Cronaca di una relazione passeggera), la relazione sentimentale tra Charlotte e Simon, scandendo i loro incontri, e sottolineando con finezza gli snodi emotivi del loro legame. Una relazione passeggera, però, pur nella sua leggerezza è un film sincero, profondo, che torna con originalità su temi classici: la complessità dei sentimenti, la loro intraprendenza, e l’incapacità, umana ma spesso distruttiva, di cogliere l’attimo.

Una relazione passeggera, la trama

Charlotte e Simon si conoscono a una festa e decidono di rivedersi. Lui è sposato con figli, lei separata con due figli già grandi e un ragazzo più piccolo. Durante il primo incontro da soli ammettono di essere attratti l’uno dall’altra e di comune accordo, ma senza programmare troppo, iniziano una relazione che, promettono, sarà puramente di piacere, senza impegni né sentimenti.

Settimana dopo settimana, vivendo solo nel presente, intensificano i loro incontri. Visitano mostre, passeggiano, chiacchierano a lungo, e la loro intesa diventa via via più solida. Con la complicità che cresce, però, la loro promessa di leggerezza inizia a vacillare. L’ingresso in gioco di un terzo elemento sconvolgerà il loro equilibrio, costringendoli a fare i conti con quello che sono diventati.

Una relazione passeggera, la recensione su Almanacco Cinema

Elegante sensualità

Di film sui rapporti extraconiugali, segreti, ne abbiamo visti molti, e spesso in questi casi la componente sessuale è predominante sugli altri aspetti della relazione. Penso ad Attrazione fatale, o a Unfaithful. In Una relazione passeggera, anche se i protagonisti più volte ammettono di stare insieme solo per il piacere fisico, sin da subito il legame si apre ad altre forme di comunicazione.

L’erotismo, che pur permea tutta l’opera, è elegante, morbido, e si manifesta attraverso gli sguardi, le parole, o anche la semplice prossimità fisica. A un certo punto Simon, durante una passeggiata al parco, dice a Charlotte che per lui vederla è già sensuale. E in effetti il film, pur essendo privo di scene erotiche, è tutt’altro che gelido da questo punto di vista. Il modo, per esempio, in cui il loro toccarsi diviene via via più spontaneo, è indicatore di un’intimità che cresce in modo progressivo e naturale, e li avvicina spiritualmente

Lo stile di Emmanuel Mouret

Il movimento della macchina da presa del regista nato a Marsiglia è la chiave di accesso dello spettatore a quello che Simon e Charlotte scelgono di non dire. In tutto il film il regista asseconda i suoi protagonisti, passa dall’uno all’altro, permettendoci di cogliere le loro sensazioni, le sfumature dei loro pensieri, e ancora più spesso li inquadra insieme.

In alcuni momenti, pochi ma significativi, decide però di mostrarci la sua presenza, dichiarando onniscienza sui suoi personaggi. Mouret, infatti, con semplici zoom in avanti scandisce gli attimi di riflessione, le incertezze, tutti quei gesti e quelle parole che ci raccontano che la sana leggerezza a cui Simon e Charlotte hanno sempre aspirato (o forse no) in realtà inizia ad avere i suoi macigni.

Queste incursioni evidenti non infastidiscono, anzi arricchiscono di significato una sceneggiatura già molto interessante, che forse, data la natura lenta del racconto, poteva essere anche più breve.

Una relazione passeggera, Charlotte e Simon

La regia di Emmanuel Mouret studia e scruta i due protagonisti, che sono esattamente agli antipodi. Risoluta e consapevole dei suoi desideri lei, insicuro e pieno di sensi di colpa lui. Charlotte è anticonformista, moderna nella sua visione del tradimento, che senza coinvolgimento amoroso non può essere definito tale. Simon, invece, vive la relazione da un lato come una trasgressione, di cui un po’ si vergogna, dall’altro come un’occasione di felicità che teme gli sarà portata via da un momento all’altro.

È significativo che nella prima scena in cui i due vengono introdotti allo spettatore Charlotte è inizialmente di spalle. La sentiamo parlare ma non la vediamo, e quando iniziamo a conoscerla ci rendiamo conto che le parole non bastano a capirla davvero. È lei ad essere ermetica, e a celare attraverso una leggerezza che è solo apparente, i sentimenti legittimi che prova.

Una relazione passeggera, la recensione su Almanacco Cinema

Simon, nel suo imbarazzo, nel suo palese fingere che vada tutto bene, al contrario è molto più disponibile alla lettura. Lascia trasparire quello che prova, ma lo fa inconsapevolmente e questo non lo salva dalla sua mancanza di risolutezza. Percepisce, si lascia travolgere, ma non riesce a fare quel passettino in più che potrebbe renderlo davvero felice. E Charlotte, pur all’apparenza inscalfibile, ne avrebbe bisogno per convincersi che può aspettarsi qualcosa di più da lui.

Charlotte e Simon, in sostanza, “maturano” nella loro relazione in momenti diversi, mettendone a rischio la stabilità. In questo senso vale la pena citare un capolavoro dell’incomunicabilità che è Scusate il ritardo di Massimo Troisi. Simon, come Vincenzo, arriva appunto in ritardo rispetto ai suoi più autentici desideri e soltanto alla fine del racconto sarà in grado di ammettere davvero ciò che vuole. Sarà troppo tardi?

In conclusione

Una relazione passeggera è un film ben scritto, girato con cura da Emmanuel Mouret, e interpretato con grande sensibilità dalla coppia Kiberlain-Macaigne. Quella che parte come la storia di una relazione clandestina, e quindi con un tradimento, viene raccontata sullo schermo con garbo, e con dialoghi arguti e seducenti.

Una storia d’amore gioiosa, serena, fatta di inseguimenti e tenerezza trova nelle coordinate tracciate all’inizio dai due protagonisti l’ostacolo alla vera sincerità. I luoghi dei loro incontri, che prima li hanno accolti affiatati e curiosi, si svuotano riempiendosi di un silenzio che raccoglie tutto ciò che non hanno avuto il coraggio di dirsi. Charlotte e Simon sono due personaggi diversi, ma allo stesso modo credibili nei loro timori e nelle naturali incoerenze che la vita ci costringe a rappresentare.

Se avete voglia di un film pieno di azione e intrighi non fa al caso vostro, ma se avete voglia di passare poco meno di due ore in compagnia di due personaggi credibili, interessanti e complessi con Parigi sullo sfondo allora vi consigliamo Una relazione passeggera. Il film è disponibile in abbonamento su Prime Video.