Sweetpea, la recensione su Almanacco Cinema della serie tv disponibile su Prime Video

Sweetpea, la rivalsa di una ragazza invisibile: la recensione

C’è una serie tv disponibile su Prime Video di cui si parla poco o nulla: alludiamo a Sweetpea, un gioiellino che presto avrà una seconda stagione.

Sweetpea (2024) è una serie disponibile su Prime Video della quale si parla fin troppo poco. I motivi sono tanti: un cast privo di star dai nomi altisonanti, la produzione britannica, una sinossi che non brilla per originalità: una ragazza che nessuno nota, vessata dai bulli fin dall’infanzia, cambierà il corso della propria vita. E ci riuscirà ricorrendo a un espediente poco ortodosso: l’omicidio.

Sweetpea, la trama

Conosciamo Rihannon Lewis (Ella Purnell) nel momento in cui tocca il fondo: muore suo padre, con sua sorella ha un rapporto di pura formalità. Un passato da liceale vittima di bullismo l’ha segnata per sempre: è cronicamente incapace di farsi rispettare. È bloccata in un lavoro di segretaria amministrativa nella redazione di un giornale in cui viene puntualmente sottovalutata e chiamata “zuccherino” (traduzione italiana del “sweetpea” del titolo della serie, ndr). Aspira segretamente a diventare una reporter, ma sembra avere zero possibilità di fare carriera, e nessuno sembra credere in lei.

Una sera, complice la rabbia esplosiva accumulata in anni di soprusi e frustrazioni, arriverà a commettere un omicidio: questo innescherà un turbine di eventi che la porteranno a cambiare lo status del proprio personaggio.

Sweetpea, da vittima a carnefice. Senza sensi di colpa

La dinamica raccontata in Sweetpea non è originale, anzi: è molto cara al cinema e al racconto cinematografico. Eppure in questa serie si racconta in modo estremamente efficace e non privo di inaspettate conseguenze il cambio di ruolo di un personaggio da vittima a carnefice privo di pietà. Il personaggio di Rihannon è debole e forte al tempo stesso, e la sua motivazione è sita nella rabbia che accumula da anni, che ha plasmato la sua identità di testimone, spettatrice della propria vita e di quella altrui. Di odiatrice professionista e di ragazza frustrata.

Nell’oscurità che l’avvolge da sempre, Rihannon ha costruito il proprio carattere, sviluppando una certa intelligenza e capacità di osservare in modo acuto e spietato la realtà: tutte queste qualità sono incarnate perfettamente dall’attrice che la interpreta, la bravissima Ella Purnell, resa famosa da Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali di Tim Burton. Purnell è, in effetti, la perfetta creatura burtoniana: lievemente inquietante anche nel delicato aspetto delicato, con occhi enormi e sporgenti spalancati sul mondo circostante. Difficile trovare un’altra attrice che avrebbe potuto incarnare meglio questo tipo di personaggio, con un simile physique du rôle.

Mai doma, dietro l’apparenza da bambina gracile e docile, disposta a subire ogni angheria, si cela un’autentica tigre assetata di sangue. Che si convincerà di agire secondo giustizia.

Il tema del bullismo [SPOILER]

Dicevamo: Sweetpea ha per protagonista una ragazza che è stata a lungo vittima di bullismo. E che, una volta cresciuta, si ribella al proprio essere vittima. Il tema è di grande attualità e ampiamente trattato nei film e nelle serie tv degli ultimi anni, soprattutto ambientati nelle high school statunitensi: film come Mean Girls e serie come Tredici e ne sono ampiamente la riprova.

Qui, però – SPOILER – il tema ha uno svolgimento inaspettato: la vittima di bullismo stringe un’alleanza pericolosa e nel senso della solidarietà femminile con la sua ex bulla, in un colpo di scena che è la vera novità della trama di questa serie. Questo è in effetti il twist più esaltante della prima stagione di Sweetpea, che fino a quel momento ci ha raccontato come odiosa, crudele e munita di una vita perfetta e invidiabile la carnefice di Rihannon al liceo, l’agente immobiliare Julia Blenkingsopp (Nicôle Lecky). Anche a distanza di anni è ancora la “ragazza più popolare della scuola” ed è amatissima nella piccola cittadina di Carnsham: ha tante amiche, è una stimata professionista nel suo settore e vive in una bellissima casa con il suo fidanzato. Tutto così insopportabilmente perfetto. Forse troppo.

L’agentività può trasformare la tua vita

Ciò che racconta Sweetpea è semplice: se inizi ad agire nel mondo e non ti lasci sopraffarre, puoi migliorare la tua vita. Anche in modi decisamente poco ortodossi. Per Rihannon trasformarsi in omicida equivale a smettere di subire e la trasforma nella percezione altrui, oltre a renderla più scaltra, prevaricatrice e spavalda. Intendiamoci: uccidere non la fa diventare migliore. Però gli altri sembrano iniziare a vederla, e a interessarsi a lei.

Persino il giornalismo, il pallino di Rihannon, si trasforma in opportunità concreta. L’omicidio alimenta, di per sé, quell’opportunità, in un panorama giornalistico come quello britannico affamato di scoop, scandali e dettagli pruriginosi. Da sfigata a junior reporter: Rihannon si può prendere tutto. Ma le sue azioni non sono senza conseguenze.

Una fotografia livida e grandangolare

In Sweetpea la gestione della fotografia richiama la discesa agli inferi (e la risalita) della protagonista: livida e smorta, rappresenta la protagonista e la sua condizione. Lo stile è sobrio, i movimenti di macchina essenziali. La palette iniziale dei colori è composta da grigi, verdi, blu e toni terrosi, evitando colori vivaci e soprattutto il rosso. Quest’ultimo viene introdotto gradualmente con l’evolversi degli omicidi nella storia.
L’uso di lenti leggermente più grandangolari e di composizioni simmetriche contribuisce a dare alla serie un tono insieme realistico e fiabesco, che ben si confà anche alle caratteristiche fisiche della protagonista.

A dirigere il reparto cinematography è Nick Morris, più volte candidato ai BAFTA e ai premi della British Society of Cinematographers. Il direttore della fotografia di Sweetpea ha dichiarato di essersi ispirato alla fotografia dei film di David Fincher, in particolare Se7en e Fight Club, utilizzando tonalità verdi per creare un’atmosfera inquietante. E il trucco, bisogna ammetterlo, funziona.

Sweetpea, in sintesi

Sweetpea è una serie inglese, e questo già di per sé è un pregio: riesce a raccontare con un tocco speciale il tema del bullismo e della rivalsa sociale. Il personaggio di Rihannon, magistralmente interpretato da Ella Purnell, è originale sebbene non sia inedito, e riesce a riunire in sé fragilità e perfidia come raramente si è visto sul piccolo schermo (ma sul fondo la sua umanità resta).
Il suo rapporto con la “carnefice” Julia riserva sorprese e sovverte decisamente i cliché dei film e delle serie tv che raccontano il bullismo.
Per fortuna nostra, ne è stata recentemente annunciata una seconda stagione.

Questa serie Amazon Prime Video è una piccola gemma da non perdere, in uno sterminato e dispersivo catalogo che, talvolta, riserva qualche sorpresa.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
3.8
★★★⯨