Phil Tippett Studio

Tippett Studio chiude Berkeley: all’asta 40 anni di effetti speciali

La storica sede californiana di Tippett Studio ha chiuso dopo oltre quarant’anni, mettendo in vendita modelli, miniature e attrezzature legate a film come Star Wars, RoboCop e Starship Troopers. Il marchio però sopravvive: la produzione continua in Canada e Phil Tippett non pensa al ritiro.

Per tre giorni, dal 28 al 30 agosto, il laboratorio di Berkeley che per decenni aveva costruito creature aliene destinate a sembrare vive sullo schermo si è trasformato in qualcosa di molto più terrestre: una vendita di liquidazione.

Nei circa 6.200 piedi quadrati della sede di Grayson Street, collezionisti, appassionati ed ex dipendenti hanno potuto acquistare modelli, prototipi, cineprese, sistemi per la stop-motion, manifesti, documenti di produzione e attrezzature accumulate in decenni di lavoro

Da Star Wars a Jurassic Park, una bottega del cinema venduta a pezzi

Tra gli oggetti comparivano creature degli scacchi olografici di Star Wars, miniature di Starship Troopers e un modello di AT-AT legato al lavoro per L’Impero colpisce ancora. Tippett aveva contribuito a costruire quel linguaggio già alla Industrial Light & Magic: insieme a Jon Berg convinse George Lucas a usare la stop-motion per la partita di holochess del primo Star Wars, realizzando dieci creature, otto delle quali finirono nel film. Per L’Impero colpisce ancora lavorò poi su tauntaun e AT-AT, mentre con il go-motion, una tecnica pensata per restituire alle miniature il mosso fotografico, raggiunse uno dei vertici in Dragonslayer.

Fondato il proprio studio a Berkeley negli anni Ottanta, Tippett vinse uno Special Achievement Award per Il ritorno dello Jedi e dieci anni dopo un secondo Oscar per Jurassic Park, insieme a Dennis Muren, Stan Winston e Michael Lantieri.

Quando Steven Spielberg vide il test digitale del Tyrannosaurus della ILM e scelse la CGI al posto dei dinosauri in go-motion, Tippett raccontò di essersi sentito “già estinto”. Tippett trasferì poi nel digitale ciò che i primi animatori CGI non avevano ancora: conoscenza di peso, locomozione, comportamento animale e inerzia. L’Academy considera infatti Jurassic Park uno dei passaggi decisivi fra stop-motion e animazione computerizzata, una transizione alla quale Tippett contribuì direttamente.

La stessa ostinazione sarebbe tornata nel progetto più personale di Tippett, Mad God, concepito alla fine degli anni Ottanta, accantonato durante la rivoluzione digitale e riesumato quando alcuni artisti ritrovarono scatole di pupazzi e materiali dello studio. Il progetto coinvolse poi oltre sessanta collaboratori e divenne nel 2021 un lungometraggio costruito deliberatamente con set e creature fisiche, quando sarebbe stato ormai molto più semplice generarli in altri modi.

Chiude Berkeley, non Tippett Studio: cambia lo spazio necessario al cinema

Tippett Studio ha precisato che continuerà a lavorare negli effetti visivi e nell’animazione e che la struttura di Toronto è impegnata nella produzione di un importante lungometraggio. Secondo la società, mantenere permanentemente un grande spazio fisico non è più necessario: palchi, fabbricazione, fotografia motion-control e infrastrutture specialistiche verranno utilizzati esternamente quando serviranno.

Nel maggio 2024 Tippett Studio aveva presentato istanza volontaria di Chapter 11 della legge fallimentare in California. Nello stesso periodo la società indiana PhantomFX avviò l’acquisizione dell’80% dell’azienda.

Phil Tippett, oggi settantaquattrenne, ha dichiarato a CBS di non avere intenzione di ritirarsi: l’uomo che nel 1993 temeva di essere diventato obsoleto è ancora al lavoro e a diventare superfluo, questa volta, è stato soprattutto lo spazio necessario per contenere quarant’anni di cinema.