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Feff28

Suzuki=Bakudan, un thriller tesissimo al Feff28

Suzuki=Bakudan è un film di genere thriller di Akira Nagai appena presentato in anteprima italiana alla 28^ edizione del Far East Film Festival di Udine.

Il Feff porta sempre in Italia numerosi titoli asiatici che normalmente non verrebbero quasi mai distribuiti qui da noi. Il bello del festival è che spazia tra i generi più disparati e il cinema popolare e quello d’autore si alternano piacevolmente.

Suzuki=Bakudan è un perfetto esempio di film da Feff. Un thriller molto teso proiettato in prima serata al Teatro Nuovo Giovanni da Udine subito dopo a un dramma storico coreano di altissimo livello che è My name.

Prima di entrare in sala le aspettative c’erano tutte, ma all’uscita sono state tradite o confermate? Ora ne parliamo con calma.

Suzuki=Bakudan, la trama

Un disoccupato e alcolizzato signore viene arrestato per via di una lite e condotto in caserma. Durante l’interrogatorio il sospettato rivela che a breve esploderà una bomba in un determinato luogo di Tokyo. Il problema è che la sua previsione si avvera e con essa molte altre. Il signor Suzuki, questo è il nome del sospettato, inizia a fare un gioco di domande e risposte con i detective ma a divertirsi è solo lui. Inizia quindi un’indagine per scoprire chi sia veramente l’uomo in questione e perchè sta facendo esplodere parti di città mietendo numerose vittime.

Regia e tensione

Iniziamo col dire che la regia funziona molto bene e riesce a rappresentare alla grande la follia con sprazzi di genialità del nostro protagonista/antagonista. La suspense è gestita molto bene in quasi tutte le situazioni, sia quelle all’interno della stanza dell’interrogatorio sia in quelle ambientate fuori dalla centrale. La messa in scena è efficace soprattutto nella prima parte quando non capiamo bene dove il sospettato voglia andare a parare. Inizia quindi a prendere forma un piano decisamente ampio e articolato.

Il problema sta principalmente nella seconda parte e in modo particolare nel finale del film. La tensione viene mantenuta in modo costante praticamente sempre, questo va detto, ma la vera pecca del film è proprio la “soluzione del caso”.

La storia regge?

La difficoltà nel creare storie complesse e articolate come questa sta proprio nel far tornare tutto in modo credibile, o comunque in modo non eccessivamente forzato. In Suzuki=Bakudan abbiamo di fronte un cattivo bombarolo (mi ha ricordato molto l’Enigmista in The Batman, Matt Reeves, 2022) che ha architettato un piano talmente ampio e complicato che sarebbe stato quasi impossibile far tornare tutto in modo credibile.

Infatti, purtroppo, ciò non accade. La seconda parte inizia ad essere troppo intricata e ingarbugliata e quando arriva finalmente il momento di sciogliere il caso, e rivelare quindi la soluzione, è troppo tardi e siamo arrivato ad un punto da cui non si può più tornare indietro. Il finale risulta infatti troppo frettoloso e forzato. Si vede chiaramente che il regista e gli sceneggiatori non avevano più tempo per dare una soluzione e allora hanno fatto come hanno potuto. Il risultato non è dei migliori.

Suzuki=Bakudan, in conclusione

Un vero peccato, si potrebbe dire in definitiva. Questo perchè la tensione è gestita benissimo e la storia è molto accattivante e ben rappresentata. Purtroppo però il finale è troppo forzato e veloce e manca quindi di credibilità. Una visione, ad ogni modo, è decisamente consigliata.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★★
🏆 Voto Totale
3.5
★★★⯨