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Piccolo grande cinema: Curry Barker
Curry Barker è la sensazione del momento e, nel giro di pochi anni, è passato da fare sketch comici su YouTube ai cortometraggi al suo esordio al cinema.
Il 14 maggio uscirà nelle sale cinematografiche italiane – e il giorno dopo in quelle statunitensi – Obsession, nuovo horror che si appresta a diventare uno dei migliori. La storia di un ragazzo innamorato di una sua amica che lo ricambia solamente dopo aver ingerito della cioccolata che la rende completamente ossessionata da lui.
Uno dei media più intuitivamente e più facilmente indirizzabili verso il mondo dell’audiovisivo e della settima arte, è sicuramente YouTube, sopra gli altri social media. Una scuola di cineasti ne è uscita fuori nell’ultimo decennio e molti altri sembrano destinati allo stesso percorso nei prossimi anni. Uno di questi autori è, appunto, Curry Barker, regista di Obsession.
Curry Barker
Curry Barker, ragazzo dell’Alabama classe 1999, nasce artisticamente nel 2016 circa, quando su YouTube apre il canale that’s a bad idea assieme a Cooper Tomlinson, canale che conta all’attivo quasi 600 video, tra sketch comici, cortometraggi più o meno amatoriali – quasi mai realmente amatoriali – e molto altro.
La sua prima vera esperienza con un corto arriva nel 2019, sempre attraverso YouTube, per poi iniziare ad attirare l’attenzione mediatica un paio di anni più tardi, sempre grazie al suo lavoro sull’app. Nel 2024, ha realizzato il suo esordio con l’ottimo horror found footage Milk & Serial, che è andato immediatamente virale. I suoi prossimi progetti saranno il remake A24 di Non aprite quella porta e il suo originale Anything But Ghosts.

Heavy Eyes
Heavy Eyes è il primo cortometraggio “serio” – scusate il termine – di Barker, nonchè il primo horror. Pubblicato come speciale di Halloween nel 2022, il corto ha come unico protagonista l’autore stesso nel ruolo di un ragazzo, ormai bloccato davanti al computer da ore, che inizia a vedere e sentire cose molto strane che riguardano sua madre.
Un’opera estremamente semplice, incredibilmente didascalica – già dal titolo – e strenuamente banale. Ma funziona. Fa tutto con grande bravura tecnica e non troppa intuizione di scrittura, ma che gli ha fatto posare il primo tassello della sua carriera. Il pubblico si è accorto di lui, tanto quanto la critica ha iniziato ad osservarlo, seppur a grande distanza.
The Chair
Per tono e stile The Chair è ancora molto legato alle prime sperienze da autore cinematografico di Barker. Similmente al primo Heavy Eyes, questo cortometraggio del 2023 ha un aspetto incredibilmente cupo ma senza neanche l’ombra della possibilità di una svolta divertente o svezzatamente comica. Una coppia di fidanzati, intrappolata in una serie di eventi al limiti del sovrannaturale e la cui probabile causa è una semplice sedia.
Il lavoro che ha compiuto da qui in poi, in fase di scrittura, sulla costruzione dei personaggi lo ha trasformato sempre di più in uno scrittore tanto capace quanto le sue doti da regista. E già nel concept stesso del corto si intuisce il futuro probabile – ed ora in fase di realizzazione – di Barker. Quasi 25 minuti per un crescendo di tensione, con un terzo atto abbastanza deludente ma una premessa che si basa sulla semplicità e che non fallisce.
Warnings
Sempre nel 2023, Barker torna – oltre che nelle solite vesti di regista e sceneggiatore – come protagonista del suo stesso cortometraggio. Finalmente, con Warnings torna anche ad usare lo stimolo molto sporadico della commedia nera, anche se non esattamente. Un ragazzo ad una festa trova un messaggio attaccato alla sua macchina, e questi avvertimenti scritti diventano sempre più frequenti, finchè eventi anche più assurdi iniziano a succedere.
Sicuramente e – di nuovo – finalmente, la storia si avvicina di più a poter vivere su sè stessa piuttosto che su una forma stilistica ed una modalità di esercizio di stile. Invece, purtroppo, i momenti di picco arrivano unicamente sul finale piuttosto che avere un ritmo direttamente proporzionale alla narrazione.