Alla vigilia del Variety Legend & Groundbreaker Award, che gli verrà consegnato a Filmland in Arkansas, l’attore premio Oscar riflette sulla propria carriera, sulla famiglia, sui nuovi progetti e soprattutto sul rapporto con le generazioni più giovani.
Matthew McConaughey, il suo percorso nel corso degli anni lo ha portato a essere non soltanto interprete, ma anche insegnante e punto di riferimento per gli studenti di cinema.
In oltre trent’anni di carriera, l’attore ha attraversato generi e fasi molto diverse: dall’esordio in La vita è un sogno (Dazed and Confused) di Richard Linklater a Mud, Interstellar e Dallas Buyers Club, fino alla televisione con True Detective. Ma tra i suoi progetti più importanti McConaughey inserisce anche il lavoro svolto lontano dai set, attraverso la Just Keep Livin’ Foundation, fondata nel 2008 insieme alla moglie Camila Alves McConaughey, e l’insegnamento all’Università del Texas, dove si è laureato.
L’insegnamento
McConaughey insegna all’Università del Texas il corso Script to Screen, nato anche da un rimpianto personale. Quando guarda gli studenti seduti davanti a lui, dice di riconoscere il ragazzo che era all’inizio della propria carriera. Una lezione che lui stesso avrebbe voluto seguire dopo aver finito gli studi.
Dopo aver realizzato circa cinquanta film, McConaughey ha quindi imparato che ogni pellicola può diventare qualcosa di leggermente diverso rispetto all’idea originale. È proprio questo che vuole trasmettere agli studenti, lasciare che il film diventi ciò che vuole essere.
La sua filosofia è molto facile: provare, girare, smettere di parlarne.
Da Wooderson a Interstellar
Parlando con gli studenti, l’attore torna inevitabilmente anche agli inizi della propria carriera. Il ricordo più vivido è quello di La vita è un sogno, il cult del 1993 diretto da Richard Linklater che lo trasformò nel memorabile Wooderson.
L’interpretazione di Wooderson diede vita anche a una delle battute più celebri della sua carriera, l’improvvisato «Alright, alright, alright». Ma soprattutto, secondo McConaughey, il film rappresentò uno degli esempi più belli di collaborazione su un set. Gli altri attori gli passavano battute durante le scene e Linklater lo invitava a entrare in sequenze per le quali il suo personaggio non era nemmeno previsto nella sceneggiatura.
Tre anni dopo sarebbe arrivato il primo grande ruolo da protagonista con Il momento di uccidere (A Time to Kill), al fianco di Sandra Bullock e Samuel L. Jackson. Nonostante fosse il protagonista di un importante film Warner Bros. tratto da un romanzo di John Grisham, McConaughey sostiene di non aver mai pensato a se stesso come a una possibile star. Era semplicemente concentrato sul lavoro. Il successo non è garantito. Si possono offrire grandi interpretazioni anche all’interno di storie non riuscite, ma prendersi cura del proprio lavoro significa dare alla storia la migliore possibilità possibile.
E a volte il riconoscimento arriva molto tempo dopo. È il caso di Interstellar: uscito nel 2014, il film di Christopher Nolan è diventato negli anni sempre più amato dal pubblico.
Amziah King e la ricerca delle storie
È proprio questa attenzione alle storie a spiegare anche la scelta del suo nuovo film, The Rivals of Amziah King, diretto da Andrew Patterson.
McConaughey interpreta Amziah King, un apicoltore, musicista bluegrass e figura centrale di una comunità rurale dell’Oklahoma. Quando Kateri, la sua ex figlia adottiva interpretata da Angelina LookingGlass, torna nella sua vita, Amziah cerca di accompagnarla verso una nuova fase della sua esistenza, mentre deve contemporaneamente difendere la propria attività legata al miele.
Per McConaughey, il film è soprattutto una storia sugli outsider, sulla possibilità di trovare una famiglia e un posto nel mondo.
Il film ha ricevuto una rara standing ovation al SXSW del marzo 2025 e arriverà nelle sale americane in distribuzione limitata a partire da venerdì. Tra le sale che lo proietteranno ci sarà anche quella che porta oggi il nome dell’attore: il Matthew McConaughey Cinema, l’ex Alamo Drafthouse di Austin, città in cui vive.
Dall’Oklahoma all’Italia
Il ritorno di McConaughey al cinema non si ferma però ad Amziah King. L’attore ha appena concluso in Italia le riprese di Positano, nuovo film Netflix con Zoe Saldaña.
Si tratta di un sofisticato heist movie nel quale Saldaña interpreta una ladra rivale di McConaughey. Girare lungo la Costiera Amalfitana ha aggiunto un ulteriore elemento al progetto, trasformando quello che definisce una sorta di working vacation in un’esperienza particolarmente piacevole.
La sua eredità
Se però c’è un’eredità che McConaughey considera più importante di tutte, è quella familiare. L’attore e Camila Alves McConaughey hanno tre figli: Levi, 18 anni, Vida, 16, e Livingston, 13. La sua associazione guida i giovani attraverso la Just Keep Livin’ Foundation, che offre programmi gratuiti doposcuola agli studenti delle scuole superiori, concentrandosi su attività fisica, alimentazione sana e benessere mentale.È lo stesso principio che cerca di applicare con i propri figli, che considera a loro volta artisti in formazione. L’anno scorso ha persino condiviso lo schermo con il figlio Levi in The Last Bus di Apple TV.
Per McConaughey la carriera non consiste semplicemente nell’accumulare film, premi o ruoli memorabili. Si tratta di costruire qualcosa che possa continuare ad esistere lungo il tempo. Una forma di eredità molto più ampia della semplice fama. E forse, proprio per questo, la più importante.